Danimarca: vince (in calo) la premier socialdemocratica Frederiksen, per formare nuova maggioranza di governo difficili trattative

Vittoria in Danimarca, ma in calo di consensi, per la premier socialdemocratica Mette Frederiksen (21.85%), che puntava con le elezioni anticipate a un terzo mandato. In discesa, a destra, i consensi del partito conservatore Venstre (10.14%), il cui leader e ministro della Difesa, Troels Lund Poulsen, si era candidato a primo ministro in alternativa a Frederiksen. Decisivo nelle trattative per la formazione del futuro governo sarà l’atteggiamento del partito centrista Moderati del ministro degli Esteri, Lars Løkke Rasmussen, nonostante anche questa formazione (7.68%) abbia perso due parlamentari.

Folketing

Il panorama del nuovo Folketing, il Parlamento di Copenhagen, è molto articolato e il sistema proporzionale consente la rappresentanza a diversi piccoli partiti. In crescita (+5 seggi) i Verdi sinistra, che avevano già ottenuto un buon risultato alle europee, e sul fronte liberista conservatore la Liberal Alliance (+2) di Alex Vanopslagh, che in campagna elettorale ha ammesso di aver fatto uso di cocaina. La maggioranza uscente di centrosinistra, che comprendeva i socialdemocratici, Venstre, Moderati ha ottenuto 84 seggi, rispetto alla maggioranza necessaria di 90 su 179 seggi. Si attendono sostegni da piccole formazioni a partire dagli eletti in Groenlandia e nelle Isole Faroe. I socialdemocratici hanno registrato il loro peggior risultato in oltre 120 anni di storia politica.

Groenlandia

Frederiksen, 48 anni, ha guidato negli ultimi mesi il paese nella risposta alla minaccia del presidente Donald Trump di annettere la Groenlandia, territorio semi-autonomo controllato dalla Danimarca. Ma a pesare nel voto sono stati i problemi interni: lo stato dell’economia, con il peso dell’aumento della spesa militare che ha portato alla cancellazione di un’importante festività nazionale; la proposta di Frederiksen di una patrimoniale dello 0,5% per i 20.000 danesi più ricchi; la lotta all’elevato livello di pesticidi negli allevamenti che minaccia l’acqua potabile; e il dibattito sempre vivace sull’immigrazione, sebbene la Danimarca abbia una delle politiche più rigide dell’Unione Europea in materia. “Sono pronta ad assumermi nuovamente la responsabilità di servire come primo ministro Danimarca per i prossimi quattro anni”, ha dichiarato Frederiksen, che guida il paese dal 2019, quando diventò la più giovane prima ministra danese all’età di 41 anni. Dal canto suo Rasmussen fa l’ecumenico: “Non dobbiamo essere divisi. Non dobbiamo essere ‘rossi’ e non dobbiamo essere ‘blu’”, di destra .

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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