Trump accetta di rinviare l’ultimatum di due settimane a patto che l’Iran liberi subito lo Stretto di Hormuz

Importanti segnali d’intesa sono giunti da Islamabad a meno di due ore dalla scadenza dell’ultimatum lanciato da Donald Trump a Teheran con la minaccia di far morire stanotte “un’intera civiltà”. In un post sul suo social – “Non vorrei che accadesse ma probabilmente succederà” aggiungeva il capo della Casa bianca terrorizzando il mondo intero – Trump prometteva di scatenare l’apocalisse in caso di mancato accordo per porre fine alla guerra mossa da Usa e Israele contro l’Iran il 28 febbraio. L’ora della fine della civiltà iraniana era stata anche fissata: le 20 di Washington, le 2 italiane, un modo per piegare la resistenza del regime degli ayatollah che intanto invitava i giovani iraniani a schierarsi come una catena di scudi umani sui ponti e intorno alle centrali elettriche del paese, obiettivi dichiarati dei raid aerei e missilistici di Usa e Israele.

Sull’orlo del baratro, alle 22, sono giunti dalla capitale pakistana segnali di un’intesa per bloccare o posticipare l’ultimatum di Trump. I mediatori pakistani, turchi e egiziani hanno proposto a Washington un posticipo dell’ultimatum di due settimane con contestuale cessate il fuoco e la prosecuzione delle trattative e a Teheran lo sblocco “completo e immediato” dello Stretto di Hormuz. La Cnn ha dato questa notizia attribuendola a fonti vicine al primo ministro pakistano Sharif e ai rappresentanti di Turchia ed Egitto che come ‘mediatori’ mantengono a Islamabad contatti con gli americani. In un clima di terrore diffuso nelle cancellerie mondiali capace di alimentare anche voci sull’intenzione di Washington di ricorrere all’utilizzo dell’arma atomica (mal interpretando una dichiarazione del vice-presidente americano Vance da Budapest, ndr), eventualità subito smentita dalla Casa Bianca, c’è stata anche la dura reazione di Leone XIV da Castelgandolfo. Riferendosi al post apocalittico di Trump il papa ha definito “inaccettabili” le parole e le intenzioni del presidente americano perchè – ha sottolineato – “rivolte a tutto il popolo iraniano” e quindi evocando questioni di diritto internazionale e questioni morali.

Poi, col passare delle ore, intorno alle 00.30 (ora italiana) la conferma dell’intesa dalle due parti. La proposta di mediazione per una proroga dell’ultimatum era stata accettata tanto da Trump quanto dal regime degli ayatollah. Le trattative proseguiranno a Islamabad e il nuovo tavolo inizierà il 10 aprile.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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