Sigfrido Ranucci, il noto giornalista investigativo, conduttore di Report, sarebbe stato manipolato dal faccendiere pluripregiudicato, ex giornalista (radiato), Valter Lavitola. Insomma Ranucci sarebbe stato all’oscuro del machiavellico piano del suo amico.
Il gip di Roma, Iole Moricca, nell’ordinanza di custodia cautelare, sembra avere pochi dubbi sul movente “L’obiettivo di Lavitola era duplice, l’esplosione (che non intendeva uccidere) per aiutare Sigfrido all’interno della Rai e preparare il terreno per farlo diventare candidato premier per le politiche del 2027”.
Quindi come fu definita per primo da Vittorio Feltri e poi ripresa da Paolo Mieli “Una bomba d’amore”. Per la quale ora Lavitola rischia di diventare vecchio in carcere e che certo non aiuta l’immagine del conduttore di Report.
La prospettiva della scalata al potere, per il giudice, non avrebbe lasciato indifferente Ranucci, come dimostrerebbero le chat con Lavitola. Il solo fatto di essere caduto in una simile trappola, arrivando anche ad ipotizzare persone dei servizi e della destra come possibili mandanti crea qualche ombra sul giornalista.
Finora nessuno ha parlato e Lavitola si è dichiarato innocente cercando anche di coinvolgere una donna misteriosa, amante di Ranucci, tale Laura, che però misteriosa non è per la procura.
Ora tutti si chiedono che cosa farà Lavitola per provare almeno ad accorciare gli anni che dovrà passare dietro le sbarre (oltretutto ha un figlio a cui tiene molto), situazione che ben conosce, avendone passati quattro a Poggioreale.
L’uomo è capace di tutto, e’ possibile che si aggiungano nuovi pezzi mancanti a questo complesso puzzle.
Poi ci sarà da capire come mai uno vanitoso e sempre alla ricerca di accettazione del suo amico Ranucci, se non prima ma almeno subito dopo, si sia trattenuto dallo svelargli il suo diabolico piano.
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