Benzina, gasolio e GPL: taglio delle accise per 25 centesimi al litro fino al 30 aprile.
E’ una delle misure più importanti contenute nel decreto contro il caro-benzina varato all’unanimità dal Consiglio dei ministri “per contrastare gli effetti economici ed umanitari della crisi ucraina”. il provvedimento è stato illustrato da Draghi e dai ministri Franco e Cingolani in una conferenza stampa a palazzo Chigi.
“Le misure ammontano a 4,4 miliardi di euro che si aggiungono ai 16 miliardi spesi negli ultimi sei mesi” ha detto il premier. “Aiuteremo le famiglie più bisognose e le filiere produttive più esposte. I provvedimenti approvati nel Cdm di oggi sono provvedimenti importanti, motivati dal fatto di dare una risposta alle conseguenze per il nostro Paese della guerra in Ucraina” ha aggiunto spiegando che aumenterà, da 4 a 5,2 milioni, il numero delle famiglie ‘protette’ con la sterilizzazione degli aumenti delle bollette di gas e luce grazie all’innalzamento della soglia Isee a 12.000 euro e che per le imprese sar àpossibile rateizzare in 24 rate i costi delle bollette di aprile e maggio.
Illustrando le misure del decreto Draghi ha anche fatto capire perchè il Consiglio dei ministri si sia riunito ed abbia deciso in tarda serata, a borse chiuse. La novità del taglio delle accise sta non tanto nell’entità (25 centesimi, il che dovrebbe consentire un prezzo appena sotto i 2 euro al litro) quanto nel suo finanziamento: “Tassiamo una parte degli straordinari profitti che i produttori stanno facendo grazie all’aumento dei costi delle materie prime e distribuiamo questo denaro alle imprese e famiglie che si trovano in grande difficoltà”. Una sorta di decreto alla Robin Hood, che toglieva ai ricchi per dare ai pover… E Draghi lo ha spiegato così: “Gran parte degli interventi non sono finanziati con il bilancio pubblico, ma dalle aziende del comparto energetico. Questo intervento redistributivo è equo da un punto di vista di giustizia sociale, e ci permette di evitare scostamenti di bilancio e di mantenere sotto controllo i conti pubblici. Lo Stato – ha sottolineato – fa comunque la sua parte: destiniamo infatti ai provvedimenti di oggi il gettito IVA sui carburanti che lo Stato ha incassato in questi mesi a causa dell’aumento dei prezzi”. Il capo del governo ha concluso ricordando che “aumenteranno i crediti di imposta a favore delle aziende del comparto energetico” che inoltre potranno rateizzare in due anni le bollette. Nelle prossime settimane in base agli sviluppi della situazione il governo non esclude altri provvedimenti.
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