Hamas attacca Israele (che si fa cogliere impreparato, come 50 anni fa)

Come 50 anni fa nella guerra dello Yom Kippur (proprio ieri l’anniversario) Israele si è fatto cogliere impreparato dall’attacco sferratole contro la notte scorsa da Hamas, un attacco che ha infiammato il Medio Oriente. Debacle quasi totale dell’intelligence israeliana – occhi ed orecchie di solito ben attenti – che non è riuscita nè a prevenire nè a contenere l’imponente attacco: “Siamo in guerra” ha detto il premier israeliano Benjamin Netaniahu. I miliziani sono riusciti nella loro azione a sorpresa lanciando migliaia di razzi dalla Striscia di Gaza verso Sderot e altre località dello stato ebraico – raggiunta anche Tel Aviv – e ad effettuare incursioni in territorio israeliano via terra e anche con deltaplani. Situazione in piena e drammatica evoluzione con cifre sulle vittime ancora provvisorie. Secondo i media locali l’attacco avrebbe provocato un centinaio di morti tra i civili israeliani e diverse centinaia di feriti. E, fatto altrettanto grave e preoccupante, avrebbe portato al sequestro di una cinquantina di civili e di soldati sempre israeliani. La reazione di Israele non si è fatta attendere, anche se la rappresaglia su Gaza scattata subito è appena all’inizio: avrebbe già provocato 200 morti e 1600 feriti tra miliziani di Hamas e civili palestinesi. “E’ iniziata la rivoluzione che porteremo fino al cuore di Israele” ha avvertito e minacciato il vice-capo di Hamas. Il premier israeliano ha parlato di “guerra” e non di una semplice operazione militare. L’Onu ha condannato l’attacco e indetto d’urgenza una riunione del Consiglio di sicurezza. Tutti i paesi occidentali, dagli Usa ai paesi europei, hanno solidarizzato con Gerusalemme e sottolineato che Israele ha il diritto di difendersi, mentre i palestinesi hanno festeggiato l’attacco di Hamas. Mosca ha chiesto che venga subito raggiunta una tregua.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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