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martedì, 23 Luglio 2024

Migranti, Sudafrica rafforza sicurezza per fermare ingressi illegali. Il presidente Ramaphosa vara la BMA, “impegno per confini sicuri”

Il Sudafrica, protagonista dei Brics, che vogliono sfidare il dominio occidentale per un nuovo ordine mondiale, deve fare i conti con l’immigrazione clandestina. Il presidente Cyril Ramaphosa ha lanciato in pompa magna la nuova Border Management Authority (BMA): “Vogliamo testimoniare l’adempimento dell’impegno a istituire un’autorità unica, integrata ed efficiente per gestire e proteggere i confini. Un confine più sicuro è importante per frenare l’immigrazione clandestina, il traffico e la tratta di esseri umani. L’Autorità è stata istituita in risposta a una serie di gravi sfide. Una di queste sfide è l’aumento del numero di cittadini stranieri privi di documenti, ciò ha esacerbato molti dei problemi sociali ed economici del Paese”.

Rotta

“Tutto il mondo è paese” diceva un vecchio adagio e anche a Città del Capo hanno scelto la via della fermezza. La rotta migratoria dal Corno d’Africa al Sudafrica è particolarmente battuta, con confini colabrodo lungo il percorso. Secondo i dati dell’Organizzazione Internazionale per le Migrazioni (OIM), negli ultimi anni sono milioni le persone che in Africa hanno abbandonato le proprie case, spinti da guerre, tensioni etniche, persecuzioni politiche e disastri ambientali. Il Sudafrica produce da solo oltre un terzo del reddito del Continente africano, per questo è diventato un vero e proprio polo di attrazione. “Tutti i paesi del mondo sono interessati a sapere cosa succede ai loro confini”, ha detto all’emittente tedesca DW il ministro dell’Interno sudafricano, Aaron Motsoaledi. “Quindi non chiederemo scusa a nessuno per aver schierato le guardie di frontiera e per fare quello che stanno facendo altre nazioni del mondo”.

Proteste

Anche di recente si sono avute proteste anti-migranti in Sudafrica, con violenze ai danni di quanti vengono accusati di rubare posti di lavoro e di portare criminalità. I manifestanti innalzavano cartelli con lo slogan: “Put South Africans First”. La BMA ha assicurato Ramaphosa “fornirà una soluzione sostenibile alle sfide strutturali della sicurezza, del controllo e del coordinamento delle frontiere. Garantire che i nostri confini siano ben gestiti e ben protetti è fondamentale per la sicurezza e lo sviluppo del nostro Paese”. Ma un’organizzazione della società civile sudafricana, il Sisonke Peoples Forum, chiede il pugno di ferro: “Riteniamo che i soldati debbano essere schierati su tutti i nostri confini”.

Condizioni

Per Darren Olivier, direttore dell’African Defense Review, la lotta all’immigrazione clandestina “è un compito impossibile, a meno che non si risolvano i problemi che costringono le persone a lasciare i loro Paesi. L’unica risposta sarebbe migliorare le condizioni nei Paesi a nord” del Sudafrica. In poco tempo dalla sua istituzione la nuova Autorità ha impedito, secondo dati ufficializzati, l’ingresso illegale in Sudafrica di 35mila clandestini.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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