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martedì, 23 Luglio 2024

Immigrazione, Meloni a muso duro con fronda europea e giudiziaria. Minniti, serve un patto Mediterraneo

Giorgia Meloni a muso duro contro la fronda europea e quella giudiziaria ai provvedimenti del governo per contrastare l’immigrazione clandestina. “Siamo di fronte a una pressione migratoria senza precedenti – afferma la presidente del Consiglio via social -, dovuta all’instabilità di vaste aree dell’Africa e del Medio Oriente. Il governo italiano lavora ogni giorno per fronteggiare questa situazione e contrastare l’immigrazione illegale di massa. Lo facciamo con serietà a ogni livello: coinvolgendo gli altri Stati europei e stringendo accordi con i Paesi africani per fermare le partenze dei barconi e distruggere la rete dei trafficanti di esseri umani”.

Buon senso

Meloni parla poi di “norme di buon senso per facilitare le espulsioni di chi non ha diritto ad essere accolto. Un lavoro difficile – ammette -, ma che può portare a risultati concreti, con pazienza e determinazione. Certo, tutto diventa molto più difficile se nel frattempo altri Stati lavorano nella direzione diametralmente opposta e se perfino un pezzo di Italia fa tutto il possibile per favorire l’immigrazione illegale”. Qui la sciabolata a certi giudici: “E non parlo solo della sinistra ideologizzata e del circuito che ha i propri ricchi interessi nell’accoglienza. Sono rimasta basita di fronte alla sentenza del giudice di Catania, che con motivazioni incredibili rimette in libertà un immigrato illegale, già destinatario di un provvedimento di espulsione, dichiarando unilateralmente la Tunisia Paese non sicuro (compito che non spetta alla magistratura) e scagliandosi contro i provvedimenti di un governo democraticamente eletto”.

Senza paura

La premier preannuncia battaglia: “Non è la prima volta che accade e purtroppo non sarà l’ultima. Ma continueremo a fare quello che va fatto per difendere la legalità e i confini dello Stato italiano. Senza paura”. Dal fronte progressista, l’ex ministro dell’Interno del governo Gentiloni, Marco Minniti, parla di “una sfida che si può affrontare e vincere, insieme con una visione e un profondo senso della realtà. L’errore più grande tuttavia sarebbe quello di pensare che esista un’unica soluzione, una via facile da poter percorrere, dimenticandosi della serie di cause e fattori diversi che determinano il fenomeno migratorio”.

Legalità e umanità

Su Il Foglio afferma: “Occorre governare questi processi, sapendo che non si può prescindere da due principi fondamentali: la legalità e l’umanità”. A livello dell’Unione “bisogna superare il regolamento di Dublino” e in Italia “la Bossi-Fini”. Per Minniti “ci vuole un patto Mediterraneo. Il rapporto con l’Africa non può essere gestito da un solo Paese: in una parola tocca all’Europa, con l’Italia che può essere l’avamposto di questo storico cambiamento”. Inoltre, “il governo dovrebbe coinvolgere il Parlamento prima dei decreti e non soltanto sui decreti”. Per fare i rimpatri poi, “c’è bisogno che i Paesi di partenza li riaccolgano. Ritorna così il tema dei patti bilaterali”.

Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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