Il partito UNIR (Union pour la République) del presidente del Togo, Faure Gnassingbé, ha vinto a valanga le elezioni del 29 aprile scorso, conquistando 108 dei 113 seggi dell’Assemblea nazionale. La consultazione fissa il recente cambiamento costituzionale, con il passaggio da un sistema presidenziale a uno di tipo parlamentare. Il potere esecutivo sarà nelle mani del presidente del Consiglio dei ministri, ovvero il leader del partito di maggioranza.
Lomé
Il Togo è un Paese dell’Africa occidentale, tra il Ghana e il Benin, affacciato sul Golfo di Guinea. Fu colonia prima della Germania e poi della Francia, da cui ha ottenuto l’indipendenza nel 1960. È hub del commercio marittimo in Africa grazie al porto della capitale Lomé, porta d’accesso ai paesi interni dell’Africa occidentale come il Burkina Faso. La sua economia à prevalentemente agricola con export di cacao, caffè e cotone e una significativa produzione mineraria di fosfati. Il nuovo assetto istituzionale è stato contestato dall’opposizione e dalle organizzazioni della società civile, che denunciano un “colpo di stato istituzionale” e lo vedono come un modo per consentire a Gnassingbé di rimanere al potere indefinitamente.
Costituzione
L’attuale presidente, 57 anni, è in carica dal 2005, quando ha sostituito il padre Gnassingbé Eyadema, che aveva guidato il Togo dal 1967 per quasi 38 anni. La famiglia Gnassingbé detiene il potere da 57 anni, il che la rende la ‘dinastia’ di governo più longeva in Africa. Con la nuova Costituzione, il presidente del Consiglio diventa una sorta di super-primo ministro che concentrerà tutti i poteri e che sarà designato dall’Assemblea nazionale senza limiti di mandato. L’UNIR di Gnassingbé ha vinto anche tutti i seggi nei consigli regionali, assicurandosi così il controllo sul futuro Senato. L’affluenza alle urne è stata del 61%. L’opposizione ha denunciato frodi elettorali. Gli osservatori della Comunità economica degli Stati dell’Africa occidentale (ECOWAS), dell’Unione africana (UA) e dell’Organizzazione internazionale della Francofonia (OIF) hanno espresso in un comunicato soddisfazione per lo svolgimento regolare e nella calma delle operazioni di voto.
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