Ergastolo per l’assassino di Giulia Cecchettin. Turetta ascolta la sentenza a capo chino (ma non ci fu crudeltà)

A poco più di un anno da quel femminicidio che per le sue modalità sconvolse il paese, Filippo Turetta è stato condannato all’ergastolo dalla corte d’Assise di Venezia. L’11 novembre 2023 a Fossò, un paesino in provincia del capoluogo lagunare, uccise a coltellate l’ex-fidanzata Giulia Cecchettin perchè non accettava di essere lasciato. Alle 18 la lettura della sentenza da parte del presidente del collegio Stefano Manduzio, sentenza che l’assassino ha ascoltato a capo chino, lo sguardo sempre basso. Neanche un’occhiata al padre di Giulia, Gino, presente in aula. Nella sentenza l’esclusione delle aggravanti della crudeltà (ma Giulia è stata uccisa con 75 coltellate, ndr) e dello stalking. Oltre alle interdizioni di legge, è stato disposto un risarcimento alle parti civili con il pagamento di una provvisionale di 500 mila euro a Gino Cecchettin, 100 mila ciascuno ai fratelli Elena e Davide, 30 mila ciascuno alla nonna Carla Gatto e allo zio Alessio, oltre alle spese di costituzione legale. Le motivazioni verranno depositate entro 90 giorni. Il padre di Giulia ha brevemente commentato la sentenza di condanna: “La mia sensazione è che abbiamo perso tutti come società. Non sono né più sollevato né più triste rispetto a ieri o domani. È una sensazione strana, pensavo di rimanere impassibile”. “È stata fatta giustizia – ha aggiunto – la rispetto, ma dovremmo fare di più come esseri umani. La violenza di genere va combattuta con la prevenzione, con concetti forse un po’ troppo lontani. Come essere umano mi sento sconfitto”.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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