Minori migranti: Save the Children e l’agenzia ONU per I rifugiati, UNHCR presentano i risultati di una mappatura sullo stato di attuazione delle procedure per l’accertamento dell’età, la tutela volontaria e l’accoglienza dei minori stranieri non accompagnati. Il testo mette in risalto un problema complesso da risolvere: la carenza di tutori volontari e la disomogeneità nelle procedure per l’accertamento dell’età sono le principali barriere da superare in Italia nell’accoglienza ai minori soli. Il testo presenta i risultati di un’analisi svolta da Save the Children e UNHCR sulle procedure rivolte ai minori stranieri non accompagnati in Italia, con particolare attenzione a tre aspetti fondamentali:
- Accertamento dell’età: Si tratta delle modalità utilizzate per stabilire con precisione l’età dei giovani migranti quando non ci sono documenti affidabili. L’analisi ha evidenziato che queste procedure non sono sempre uniformi: in alcuni territori vengono utilizzate determinate metodologie, in altri modi diversi, creando situazioni di incertezza ed esiti che possono variare da una regione all’altra.
- Tutela volontaria: Quando un minore arriva da solo, la figura del tutore volontario svolge un ruolo cruciale nell’assicurare che i suoi diritti siano rispettati, che abbia accesso ai servizi essenziali e che sia seguito nel percorso di integrazione. Tuttavia, è stata riscontrata una carenza di tutori volontari, il che significa che molti minori rimangono senza questo punto di riferimento fondamentale.
- Accoglienza dei minori stranieri non accompagnati (MSNA): L’analisi ha esaminato anche le strutture e i servizi di accoglienza, evidenziando eventuali differenze di qualità, disponibilità di posti, formazione del personale e capacità di rispondere ai bisogni specifici dei minori.
- In sintesi, il testo sottolinea che la disomogeneità nelle procedure per stabilire l’età e la difficoltà a reperire un numero sufficiente di tutori volontari rappresentano due tra gli ostacoli principali che i minori stranieri non accompagnati incontrano in Italia, sia nel definire chiaramente la loro condizione, sia nel trovare un punto di riferimento adulto competente e affidabile per il loro percorso di integrazione.
Carenza di tutor
In particolare la ricerca ha riscontrato che, in Friuli-Venezia Giulia e in Sicilia esiste una carenza di tutori volontari rispetto al bisogno effettivo, che determina un sovraccarico dei tutori presenti, a scapito di un adeguato supporto ai minori, e una generale disomogeneità territoriale nell’accesso alla tutela. Le aree lontane dai capoluoghi delle due regioni esaminate, infatti, vedono una inferiore presenza dei tutori volontari rispetto ai centri urbani. Più in generale, le barriere burocratiche, come la difficoltà nell’accesso ai rimborsi spese, i permessi lavorativi e il sovraccarico di lavoro, scoraggiano i tutori volontari, con il rischio che lascino la loro funzione. In Italia, la normativa che disciplina la tutela dei minori stranieri non accompagnati (principalmente la Legge n. 47/2017) prevede l’istituzione di tutori volontari formati e coordinati dai Garanti regionali per l’infanzia e l’adolescenza. Tuttavia, negli ultimi anni è emersa una difficoltà concreta nel reperire un numero adeguato di tutori – in tutte le regioni – per far fronte all’afflusso di minori non accompagnati arrivati nel Paese.
Le ragioni di questa carenza sono diverse:
- Incremento dei minori non accompagnati: Il numero di minori migranti giunti in Italia, specialmente attraverso le rotte del Mediterraneo, è cresciuto considerevolmente in determinati periodi, mettendo sotto pressione il sistema di accoglienza.
- Ruolo impegnativo e complesso: Diventare tutore volontario richiede formazione specifica, disponibilità di tempo, capacità di relazione e conoscenza almeno basilare delle dinamiche legali e sociali che interessano questi minori. Non tutti i cittadini interessati si sentono pronti ad assumere un ruolo così delicato.
- Mancanza di incentivi e supporto continuativo: Pur essendo un atto di cittadinanza attiva e solidarietà, la tutela volontaria non prevede generalmente retribuzioni e può presentare difficoltà logistiche, amministrative e giuridiche. Alcune persone rinunciano proprio per la complessità del contesto o per mancanza di un sostegno strutturato e continuo.
- Formazione e reclutamento limitati: I percorsi formativi e i bandi per la selezione dei tutori, seppur presenti, non sempre riescono a coinvolgere un numero sufficiente di candidati, anche a causa di una comunicazione non sempre efficace o di corsi disponibili in un numero limitato di località.
- Tutto ciò porta a una situazione in cui i tutori disponibili risultano spesso insufficienti rispetto al fabbisogno, creando tempistiche più lunghe nell’assegnazione di un tutore a ciascun minore e possibili lacune nell’accompagnamento di questi ragazzi nel loro percorso di integrazione, tutela legale e sviluppo personale.
Dati e trend di arrivo
Non esiste una cifra unica e definitiva per l’intero periodo dal 2014 a oggi per capire l’andamento delle entrate in Italia dei minori stranieri non accompagnati, in quanto i dati variano a seconda delle fonti e delle metodologie di raccolta, tuttavia è possibile fornire una stima indicativa facendo riferimento ai dati del Ministero dell’Interno, dell’UNHCR e di altre organizzazioni internazionali.
Stime degli arrivi dal 2014 al 2022:
- 2014: circa 13.000 minori stranieri non accompagnati (MSNA)
- 2015: circa 12.300
- 2016: circa 25.800 (anno di picco)
- 2017: circa 15.700
- 2018: circa 3.500
- 2019: circa 1.680
- 2020: circa 4.600
- 2021: circa 10.000
- 2022: circa 14.000
Sommando queste cifre, si raggiunge un totale indicativo superiore alle 90.000 presenze complessive nel periodo 2014-2022. È importante notare che si tratta di stime e che il numero può differire leggermente da fonte a fonte.
Andamento nel tempo (trend):
- 2014-2016: Arrivi in forte aumento, con un picco nel 2016.
- 2017: Leggera riduzione, ma comunque numeri ancora alti.
- 2018-2020: Diminuzione significativa degli arrivi, parallelamente a un calo complessivo dei flussi migratori nel Mediterraneo centrale.
- Dal 2021 in poi: Nuovo incremento, con numeri in rialzo nel 2021 e 2022 rispetto alla fase di calo precedente.
- In sostanza, il trend non è stato costante: c’è stato un picco tra 2016 e 2017, poi un drastico calo tra 2018 e 2020 e successivamente un nuovo aumento a partire dal 2021, dalla fine della pandemia da Covid-19 e l’inizio di altri conflitti internazionali che stanno sconvolgendo ancora una volta il mondo intero, a partire dall’Occidente.
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