Sara’ Grosse Koalition, con l’alone della Afd. E se anche in Italia votasse l’84%?

Con i risultati definitivi al via, come annunciato da Merz, la Grosse Koalition. Formula non nuova in Germania, tanto da averne coniato il nome, ora a guida Cdu-Csu. Anche la Merkel aveva governato con i socialdemocratici. Ed i socialdemocratici hanno governato con la Cdu. Ora cambiando i fattori, la politica non e’ matematica, cambierà anche il risultato?

Il dato però è che se fino a qualche tempo fa i due maggiori partiti tedeschi avevano complessivamente l’80% dei voti, ora si ritrovano con appeno un 45% che in Italia, con schieramenti compatti, non basterebbe per vincere le elezioni.

Merz dovrà anche fare i conti con Scholz e con la sua amarezza per la più pesante sconfitta dei socialdemocratici nella loro storia. I due schieramenti sono divisi quasi su tutto. Economia e politica sui migranti in testa.

Inoltre avranno il fiato sul collo sia dell’estrema destra di Afd che della sinistra di Linke, che ha raddoppiato i suoi voti.

A destare maggiore preoccupazione alla maggioranza che si costituirà sarà comunque il partito di Alice Weidel, che è diventato nelle regioni orientali, eccetto Berlino, il primo partito.

Non sono bastati gli oltre trent’anni dal crollo del muro, dopo gli oltre quaranta di comunismo a livellare le “due germanie”. I livelli di vita tra tedeschi dell’est e dell’ovest rimangono molto distanti e soprattutto gli occidentali, nonostante aiuti imponenti, non sono riusciti ad “educare” una popolazione per troppi anni assuefatta all’autoritarismo del vecchio regime comunista.

E’ vero che Germania ha votato l’84% degli elettori, il dato più alto dalla riunificazione, ma nonostante questo i partiti tradizionali non sono riusciti a soffocare il vento di destra. Forse però a rallentarlo si’, e’ probabile che il paventato boom di Afd abbia mobilitato sia i cittadini moderati che quelli progressisti.

Ma che cosa succederebbe in Italia se si verificasse un’affluenza come quella tedesca? Ne beneficerebbe di più la Meloni o la Schlein?

Una volta un’alta affluenza era considerata un vantaggio per il centrodestra, oggi però ci sono anche molti elettori di sinistra che si sono allontanati dalla politica. Sarebbe una novità tutta da scoprire.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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