Conclave, chi preferiscono i politici? Zuppi piace ai dem, Parolin al centrodestra, Tagle alla sinistra. E se a sorpresa sbucasse un ultra ottantenne, come Re

Si stringe il cerchio in vista del 7 maggio, quando comincerà il Conclave. Parola d’ordine trovare un punto di equilibrio. Nessuno vuole rinnegare Bergoglio e la spinta che ha dato alla Chiesa portandola verso gli ultimi. L’eredità di Francesco non si tocca ed ai cardinali elettori toccherà il compito di trovare una figura in grado di raccoglierne il testimone così pesante ed impegnativo.

Si avverte nel contempo la necessità di rivedere alcuni meccanismi nel governo della Chiesa (Tra l’altro con i bilanci in rosso di 70 milioni. Anche se con il grande patrimonio immobiliare del Vaticano basterebbe vendere un palazzo per rimettere tutto in pareggio). Bergoglio da buon gesuita aveva sparigliato, ascoltando tutti, ma decidendo solo lui. E un altro Bergoglio non c’è. E’ un momento di spinte e controspinte.

Le formule sono tante ma la sostanza è chiara, avanti con la lezione di Francesco ma i pastori e il popolo hanno bisognoso di certezze e di chiarezza. Qualcuno pensa che si debba ritrovare un ordine tra centro e periferia. Tra tradizione ed innovazione. Tra la limpidezza del pensiero e la magnanimità del cuore. Ecco che si entra in un labirinto di suggestioni da cui si può uscire solo chiamando sul soglio di Pietro una personalità che sappia fare una sintesi.

Questo quadro potrebbe favorire una candidatura italiana e bergogliana adatta a riassumere le varie istanze, compresa quella di ridare una centralità al Vaticano per non vanificare una storia millenaria.

Naturalmente anche i politici, soprattutto italiani, guardano con attenzione al Conclave con i cattolici sia a destra che a sinistra più prudenti, molti affidandosi da credenti allo Spirito Santo più che alla tifoseria.

Se per il governo è d’obbligo non sbilanciarsi, qualche voce esce dai partiti. I dem con Bonaccini, Prodi e la Schlein apprezzano l’arcivescovo di Bologna Matteo Zuppi, vedendolo anche come potenziale spina nei confronti del centrodestra, che a sua volta non fa mistero di preferire Pietro Parolin, più moderato.

Alla Lega non dispiacerebbe un ultraconservatore tipo Peter Erdo, Fridolin Ambongo Besungo o Robert Sarah. Conte ha un rapporto personale con Parolin ma il M5S vede con particolare simpatia Pierbattista Pizzaballa. Nella sinistra di Bonelli e Frantoianni spopola il nome di Luis Antonio Tagle, candidato filippino considerato come l’erede naturale di Bergoglio.

Infine nella Chiesa c’è anche chi immagina un papato ponte di mediazione, magari con la sorpresa di un ultra ottantenne. Infatti in Conclave entrano solo i cardinali fino a ottanta anni, ma sono eleggibili anche quelli più vecchi. In questo caso non si può non tenere in considerazione il decano, il più anziano di tutti, quel cardinale Giovanni Battista Re, che ha celebrato una memorabile omelia di Francesco, ottenendo l’applauso unanime di tutti.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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