Meloni spiega il ‘no’ dell’Italia ai volenterosi: “Non mandiamo soldati in Ucraina”

“L’Italia ha da tempo dichiarato che non è disponibile a inviare truppe in Ucraina e non avrebbe senso partecipare a format che hanno degli obiettivi sui quali non abbiamo dichiarato la nostra disponibilità. Credo sia un fatto di coerenza e chiarezza”. Lo ha detto con determinazione (e anche un briciolo di irritazione) Giorgia Meloni in un punto stampa a Tirana commentando la riunione dei volenterosi – cui l’Italia non ha preso parte – che si è svolta a margine del summit della Comunità Politica Europea. L’incontro con al centro gli sviluppi della guerra in Ucraina e i tentativi di arrivare ad un cessate il fuoco, tra cui il tavolo negoziale di Istanbul tra russi e ucraini mediato dalla Turchia in corso nelle stesse ore, si è svolto tra Macron, Starmer, Merz, Tusk e Volodymyr Zelensky, cioè la formazione tipo dei volenterosi, con il premier britannico Starmer tra i più decisi a parlare dell’invio di truppe europee in Ucraina. La riunione, senza la Meloni, si è poi conclusa con un collegamento telefonico con il presidente Trump che stava tornando negli Usa al termine della sua missione nel Golfo.
Quanto ai contatti negoziali di Istanbul molti analisti non esitano a parlare di un mezzo flop per l’assenza di Putin e Trump, altri invece vogliono vedere il bicchiere mezzo pieno e sottolineano l’importanza del primo vero contatto – anche se non al massimo livello – tra inviati russi e ucraini dopo i colloqui del marzo del 2022, un mese dopo l’invasione russa. Alla fine di una giornata in cui non sono mancate parole forti tra le due delegazioni accompagnate da scambi di accuse (“L’assenza di Putin dimostra che non vuole la pace” il refrain degli ucraini che hanno attaccato la controparte per aver presentato “richieste irricevibili”) vanno registrate le dichiarazioni tutto sommato ottimistiche degli inviati del Cremlino. “Siamo pronti a continuare i negoziati” sono le prime parole diffuse dal capo della squadra russa, Vladimir Medinsky, che si è anche detto “soddisfatto da questo primo round”. Dal fronte ucraino, il ministro della Difesa Umerov ha confermato “lo scambio dei prigionieri su larga scala, mille per mille, a partire dai prossimi giorni” e la richiesta che gli inviati del Cremlino hanno appuntato di un colloquio diretto Putin-Zelensky. Secondo alcune fonti le due parti avrebbero anche concordato sulla possibilità di un cessate il fuoco, da discutere in termini di tempi e modalità.

Ti piace questo articolo? Imposta in20righe come fonte preferita su Google.

Imposta in20righe come fonte preferita
Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

Altro dall'autore

Segui in20righe come fonte preferita su Google

Imposta fonte preferita

Articoli più letti