Guerra Iran: Vance, “la brutta notizia è che non abbiamo raggiunto un accordo”. La buona? Avviate “discussioni sostanziali”

Le delegazioni statunitense e iraniana non hanno a raggiunto un accordo per porre fine alla guerra in modo definitivo, dopo i colloqui di pace lunghi ore a Islamabad, in Pakistan. Poiché entrambe le parti si presentavano affermando di aver vinto la guerra, raggiungere un accordo si preannunciava fin dall’inizio difficile. “La brutta notizia, per l’Iran molto più che per gli Stati Uniti, è che non abbiamo raggiunto un accordo”, ha commentato il vicepresidente USA, JD Vance. Tuttavia, “abbiamo avuto diverse discussioni sostanziali con gli iraniani. Questa è la buona notizia”.

Nucleare

Questione chiave era se Teheran fosse disposta ad abbandonare il suo programma nucleare. “Non l’abbiamo ancora visto – ha segnalato Vance -. Speriamo di vederlo”. Il vicepresidente ha affermato di aver parlato con il presidente Donald Trump una mezza dozzina di volte durante i colloqui, anche se da Washington il tycoon proseguiva a fare dichiarazioni con la consueta leggerezza: “Che si raggiunga un accordo o meno non fa alcuna differenza per me. Il motivo è che abbiamo vinto, li abbiamo sconfitti militarmente. L’unica ragione per cui sono ancora in vita è per negoziare”. Dal canto suo il ministero degli esteri iraniano, Abbas Araghchi, ha invitato gli Stati Uniti ad astenersi da “richieste eccessive” e ad accettare i “legittimi diritti e interessi” dell’Iran.

Hormuz

In assenza di annunci ufficiali su un’eventuale ripresa dei colloqui, si spera permanga il cessate il fuoco, stabilito dopo le minacce apocalittiche di Trump sulla distruzione la civiltà iraniana. L’arrivo di due navi da guerra statunitensi nel Golfo segnala una iniziativa forte rispetto allo Stretto di Hormuz, confermata da Trump: “Stiamo iniziando il processo di bonifica come favore ai paesi di tutto il mondo, tra cui Cina, Giappone, Corea del Sud, Francia, Germania e molti altri. Incredibilmente – incalza il tycoon con una delle sue famose stoccate – non hanno il coraggio o la volontà di fare questo lavoro da soli”. Secondo il Comando Centrale degli Stati Uniti (CENTCOM) “due cacciatorpediniere, la USS Frank E. Peterson e la USS Michael Murphy, sono transitate nello stretto di Hormuz e hanno operato nel Golfo Arabo, come parte di una missione più ampia per garantire che lo Stretto sia completamente sgomberato dalle mine marine”. L’ammiraglio Brad Cooper, comandante del CENTCOM, ha rimarcato: “Abbiamo iniziato il processo di creazione di un nuovo passaggio e condivideremo presto questo percorso sicuro con l’industria marittima per incoraggiare il libero flusso del commercio”. Ulteriori forze statunitensi, inclusi droni sottomarini, si uniranno allo sforzo di sgombero nei prossimi giorni.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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