Regno Unito: elezioni locali una mazzata per i laburisti, ma Starmer resta. Si pavoneggia Farage, l’uomo della Brexit. Incubo nazional-populista su Londra

Non paghi del flop della Brexit, i ‘Britons’ ancora una volta si sono fatti attrarre dalle promesse estemporanee del capoccia del movimento anti UE, Nigel Farage, che oggi guida il partito di estrema destra nazional-populista, Reform UK. Il ‘riformismo’ razzista ha fatto breccia nelle elezioni locali in Inghilterra, mentre nei Parlamenti di Scozia e Galles si sono affermati i partiti autonomisti: il Partito Nazionale Scozzese (SNP) e il Plaid Cymru.

Débâcle

Débâcle annunciata, ma sicuramente straniante, per il Partito laburista del premier Keir Starmer, che ha perso nelle roccaforti industriali del cosiddetto “muro rosso” nel nord dell’Inghilterra e nelle Midlands, ma anche nel ‘rosso’ Galles. Una vera mazzata elettorale. Starmer però a caldo ha detto che “non si tirerà indietro”. “I risultati sono duri, molto duri e non c’è modo di indorare la pillola. Accetto – ha sostenuto il premier – che riflettano il fatto che gli elettori non ritengono che le loro vite siano cambiate abbastanza o abbastanza rapidamente”, tuttavia “siamo stati eletti per affrontare questo problema e non ho intenzione di sottrarmi a questa responsabilità e di gettare il Paese nel caos”.

Frammentazione

Altro dato rilevante di questa tornata elettorale, la fine del bipolarismo classico tra laburisti e conservatori (anch’essi in grande crisi) e la decisa frammentazione politica. Accanto a Reform UK vedono risultati non disprezzabili non soltanto le formazioni nazionaliste locali in Galles e Scozia, ma anche i Verdi e i Liberal Democratici, i quali si definiscono “l’unico partito non populista rimasto in piedi”. Intanto Farage, grande adepto del presidente USA Donald Trump, canta vittoria: “Il Partito laburista viene spazzato via da Reform in molte delle sue aree più tradizionali e anche il Partito conservatore viene spazzato via nelle sue roccaforti”. Reform aveva ottenuto solo una manciata di seggi in Parlamento alle ultime elezioni generali britanniche del 2024. Ora Farage vanta non più un “voto di protesta”, bensì il risultato di un “partito veramente nazionale” destinato a “restare”.

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Alessandro Cavaglià
Alessandro Cavaglià
Giornalista parlamentare, classe 1956. Già vice caporedattore AGI, responsabile pro tempore delle redazioni Politico-parlamentare, Interni-Cronaca e della Rete speciale per Medio Oriente e Africa. Ha lavorato ad AdnKronos e collaborato con La Stampa e Il Mondo. Laureato in Lettere-Storia moderna all'Università La Sapienza di Roma

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