C’è grande incertezza nel teatro della politica. con sempre molte varianti possibili, come quando si gioca a biliardo, colpisci una palla per quella direzione, ma se incontra un’altra palla la direzione cambia e diventa imprevedibile.
Le prossime politiche, qualunque sarà la legge elettorale, si decideranno, salvo sorprese, nonostante milioni di votanti, per poche migliaia di voti.
Ad oggi tutti i sondaggi danno sotto la premier di almeno un paio di punti. Forse per questo ha deciso astutamente di sparigliare le carte affermando che non è più un tabù un capo dello Stato di destra, provocando il panico sulla sponda opposta.
Però un dato sembra consolidarsi, senza Vannacci, la Meloni perde. A meno che la grande confusione che regna anche nel centrosinistra non le offra opportunità su un piatto d’argento. La sfida tra Conte e là Schlein per chi sarà il candidato alle prossime politiche infiamma il didattito interno. La Schlein vorrebbe le primarie per ottenere una polizza di garanzia. Sa bene, conoscendo i suoi polli, che una volta aperto un tavolo con il campo largo od “Alleanza per la Costituzione” come proposto dal leader del M5S, finirebbe messa da parte come premier, a favore di un candidato considerato con più capacità di governo.
Conte però potrebbe ritagliarsi un ruolo istituzionale, tipo presidente del Senato, per poi magari puntare al Quirinale senza esasperare una lotta dagli incerti esiti.
Sul versante centrodestra sanno benissimo che senza Vannacci perdono. Se Salvini punta a tornare al Viminale e Tajani a mantenere gli Esteri, con magari uno sgurardo al Colle, occorre pragmatismo per un difficile accordo con il generale
Non sarebbe comunque Marina Berlusconi e tantomeno il fratello Pier Silvio, a voler rompere la creatura del loro papà, il centrodestra, con l’appena formata Forza Italia, definita allora il “partito di plastica”, per consegnare il paese a chi cacciò Silvio dal Senato. Silvio che seppe anche riprendersi, che aveva sdoganato l’ex Msi e che riuscì a ricucire con Bossi, dopo la rottura.
Certo Vannacci e ‘ un grosso problema nel centrodestra e non aiuta la presenza in Svizzera all’ordinazione dei lefebvriani di Lorenzo Gasperini, l’ideologo del generale e di Borghezio, ex leghista ed ora vannacciano. Secondo il Vaticano gli ultratradizionalisti sono tutti scomunicati. Ed oggi il Papa verso Lampedusa ha dato un altro schiaffo a Trump, “Gli immigrati hanno plasmato il futuro degli USA”, ma anche a tutti la pensino come Donald.
Vannacci dopo l’uscita dal centrodestra vorrà sfidare anche il Pontefice ed ascoltare le parole di don Pagliarini, l’attuale capo dei lefebvriani? Sarebbe un nuovo duro ostacolo per la Meloni ed i suoi.
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