L’oro viaggia deciso – al di là di qualche accidentale fase di flessione – verso il raggiungimento di nuovi massimi storici. Per gli investitori mondiali il metallo giallo resta il bene rifugio preferito in tempi turbolenti. Il prezzo è fortemente influenzato da fattori come l’inflazione, l’instabilità geopolitica, le politiche delle banche centrali e i tassi di interesse. L’istituto finanziario JP Morgan ha recentemente stimato che il prezzo dell’oro potrebbe raggiungere i 5.000 dollari per oncia nell’ultimo trimestre del 2026 e altre stime indicano che i prezzi potrebbero raddoppiare entro cinque anni.
Banche centrali
Negli ultimi anni il prezzo dell’oro è aumentato costantemente, dal 2020 il prezzo dell’oro è passato da 1.585 dollari l’oncia a oltre 4.500 dollari. Gli economisti di Deutsche Bank, segnala il sito DW, hanno dimostrato che le banche centrali di tutto il mondo stanno acquistando sempre più oro. In uno studio pubblicato il 27 aprile, hanno rilevato che Cina, Russia, India e Turchia, così come le banche centrali dei mercati emergenti, stanno aumentando le proprie riserve auree. Di conseguenza, l’oro potrebbe raggiungere gli 8.000 dollari l’oncia entro il 2031, il doppio del suo prezzo attuale. Secondo Michael Hsueh, analista di metalli preziosi presso Deutsche Bank Research, gli acquirenti stabili e anelastici, come le banche centrali, hanno scalzato i clienti “elastici” più sensibili al prezzo, inclusi gli acquirenti privati, compresi quelli di gioielli: “Questa domanda costante è stata un fattore chiave alla base della forza dell’oro tra il 2021 e il 2025”.
Portafoglio
L’oro non genera rendimenti di per sé ed è soggetto a speculazioni, ma il metallo prezioso è certamente più sicuro che nascondere contanti sotto il materasso e secondo gli esperti una quota del 5 o 10% in oro in un portafoglio non è certo una cattiva idea. Nei prossimi 12 mesi si prevede che i fattori fondamentali che guidano la domanda di oro rimarranno intatti, determinando una prospettiva positiva a lungo termine per i prezzi.
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