Anche la Germania rielegge il suo presidente. Bis per Steinmeier che sull’Ucraina ‘avverte’ Putin

Anche la Germania sceglie la via della stabilità e rielegge il suo presidente.

Franz-Walter Steinmeier, presidente uscente della Repubblica federale tedesca, è stato rieletto per un secondo mandato di 5 anni. L’esponente socialdemocratico, 66 anni, è stato due volte ministro degli Esteri nel governo di Angela Merkel.

L’elezione quest’anno si è svolta presso la Paul Loebe Haus, un complesso di uffici di fronte alla Cancelleria nel centro di Berlino, per esigenze di distanziamento sociale anti-Covid anziché al Bundestag. Il presidente uscente ha ottenuto al primo voto 1.045 preferenze su 1.437 da parte della Convenzione federale, un’assemblea parlamentare speciale composta dai 736 membri del Bundestag, cioè la Camera bassa, e da rappresentanti dei 16 Laender. A differenza dell’Italia è la quarta volta che la Germania procede alla rielezione del suo presidente. A favore di Steinmeier una larga maggioranza costituita dal suo partito, la Spd, dagli alleati di governo e della Cdu/Csu.

Nel suo primo discorso dopo la rielezione Steinmeier ha toccato il tema della crisi Ucraina criticando Mosca per i rischi di un conflitto, confermando tutte le preoccupazioni del governo tedesco che anche oggi ha definito “critica” la situazione. “Siamo nel bel mezzo di un rischio di conflitto militare, di una guerra in Europa orientale ed è la Russia a esserne responsabile” ha detto Steinmeier. “L’assenza di guerra nel nostro continente era diventata per noi un’abitudine” ha proseguito il presidente tedesco, secondo il quale la pace non è una cosa ovvia, deve essere rielaborata continuamente nel dialogo, ma se necessario anche con chiarezza, con deterrenza. “Posso solo avvertire il presidente Putin: non sottovaluti la forza della democrazia” ha aggiunto.

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Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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