Ancora un anno. Oggi il coronavirus continua a circolare e pertanto non possono essere allentate le misure di protezione individuale. Ma anche se la curva epidemica “è stabile ed in calo” – tanto che in tutte le regioni italiane, compresa la Lombardia e tranne la Val d’Aosta, l’indice di contagio Rt è segnalato sotto il valore 1 – l’attenzione e la prudenza devono restare alte dal momento che “non si può escludere una recrudescenza nelle prossime settimane”. Insomma, secondo il presidente dell’Istituto superiore di Sanità (Iss) Silvio Brusaferro dovremo imparare a convivere con il virus venuto dalla Cina almeno per un altro anno, fino a quando cioè non avremo il vaccino che “ragionevolmente”, come ha detto il direttore generale dell’Agenzia del Farmaco (Aifa) Nicola Magrini, non potrà essere prodotto e distribuito prima della primavera o forse l’estate prossima. “Ci sono più vaccini promettenti, 5-6 in fase avanzata, e anche l’Italia partecipa in diversi modi. A mio avviso – ha aggiunto Magrini – il tempo ragionevole per pensare a un vaccino è primavera-estate prossima. Non penso per settembre ci possa essere alcun vaccino disponibile pur contando su risultati molto buoni, come sembrano gli studi di fase 1. Speriamo l’anno prossimo e speriamo sia più d’uno”.