“Dispensatori di buona educazione”: devono essere chiamati così – “non certo ronde anti-Covid” come qualcuno si è affrettato a battezzarli – i 60.000 volontari o “assistenti civici” che secondo il ministro delle Regioni Boccia e il presidente dei Comuni italiani De Caro dovrebbero presto essere reclutati con un bando. Per fare cosa? Secondo i ‘padri’ della proposta “per dare una mano ai comuni e alla Protezione civile nel far rispettare le regole anti-coronavirus, in particolare il distanziamento sociale sulle spiagge e nei mercati”. Candidati a fare gli assistenti civici i disoccupati, i percettori del reddito di cittadinanza e di emergenza, i volontari della Protezione civile già impiegati nel periodo del lockdown. L’impegno sarebbe di 16 ore settimanali. Ma sull’iniziativa è scoppiata subito una bufera politica con bocciature trasversali provenienti non solo dall’opposizione ma anche della maggioranza e dallo stesso governo. Una polemica montante che ha costretto il premier Giuseppe Conte a convocare un vertice a palazzo Chigi con lo stesso Boccia – che si è fatto riprendere dalle telecamere con in mano la pettorina che dovrebbero indossare gli assistenti civici – con il ministro del Lavoro Catalfo e quello degli Interni Lamorgese in collegamento video. L’idea Boccia-De Caro sugli assistenti ha trovato resistenze, per usare un eufemismo, nei Cinquestelle (“proposta non concordata” ha detto il capo politico Crimi), in Matteo Renzi che l’ha definita “una follia” e anche in alcuni settori del Pd e di Leu. “Un ministro – ha commentato il leader di Italia Viva –  ha annunciato la creazione di un corpo di 60.000 assistenti civici. Boh, solo a me sembra una follia finalizzata ad avere visibilità?… Non sarebbe meglio valorizzare di più il terzo settore e il servizio civile?”. Ha sparato a zero sulla proposta l’opposizione: Salvini ha detto che non sta nè in cielo nè in terra, idem per Forza Italia. E la Meloni ha parlato di “pulsioni autoritarie” del governo. Ma il distinguo più delicato è quello manifestato senza mezzi termini dal Viminale, cioè dalla ministra Lamorgese che ha fatto sapere di non essere stata nè consultata nè informata in anticipo sull’iniziativa. E avrebbe dovuto esserlo se non altro perchè è chiaro che un assistente civico senza potere coercitivo non avrebbe altra soluzione – se attaccato da qualche disobbediente facinoroso o da qualche gruppetto di giovani incuranti delle regole anti-Covid – che chiamare in suo soccorso le forze dell’ordine. Uno scenario plausibile e temuto dalla ministra Lamorgese che ha fatto sapere infatti di essere contraria “ad un aggravio di compiti aggiuntivi” per polizia e carabinieri. Una sorta di de profundis per l’iniziativa. Conte ha voluto farsi mediatore ed ha convocato il vertice di stasera per trovare, se possibile, una soluzione di compromesso.(foto:corriereadriatico.it)