grano

Spaghetti e rigatoni, l’effetto Coronavirus si è fatto sentire con un impennata dei consumi, ma con prezzi che non accontentano completamente i produttori di grano duro italiano all’origine della filiera. Come spesso capita l’aumento dei prezzi al consumo che pesa sulle tasche dei cittadini, non porta benefici agli agricoltori. Il coordinamento Agrinsieme, che riunisce Cia-Agricoltori italiani, Confagricoltura, Copagri e Alleanza delle Cooperative agroalimentari, ha deciso di uscire allo scoperto per fronteggiare la nuova fase: “La filiera grano-pasta, nonostante la grave emergenza sanitaria, ha saputo fare squadra e rispondere alla maggiore richiesta di prodotto, assicurando con grande senso di responsabilità la regolare presenza dei prodotti agroalimentari sugli scaffali” di negozi e supermercati.

Oscillazioni Tuttavia, “nonostante l’impennata dei consumi, il prezzo del grano ha subito rialzi molto contenuti”, sottolinea Agrinsieme secondo cui: “I contratti di filiera possono e devono essere considerati il momento di sintesi entro il quale compendiare le diverse esigenze in termini di prezzo e di parametri qualitativi, ma anche delle condizioni di quanto può contribuire a ridurre il più possibile le oscillazioni dei mercati”. Momento importante di raccordo l’edizione 2020 dei “Durum Days”, l’appuntamento annuale che chiama a confronto tutti gli attori della filiera del grano duro italiano per fare il punto sulle previsioni della prossima campagna produttiva. Secondo Agrinsieme per difendere il prezzo e la qualità di pane e pasta, occorre proseguire sulla strada dell’incentivazione dei “contratti di filiera”, ma “questo tipo di misure da sole non bastano a garantire un vero rilancio della coltura e un significativo ritorno in termini di redditività”.

Filiera Di qui una precisa richiesta indirizzata al governo per “incentivare ancora di più gli sforzi in materia di ricerca e innovazione e di promozione di strumenti per la valorizzazione del prodotto”. Inoltre, conclude Agrinsieme, “è opportuno accelerare i pagamenti dei contratti di filiera e perfezionare l’istituzione a livello sperimentale della Commissione Unica Nazionale del grano duro, in modo di garantire al settore – sulla scia di quanto già avviene in altri comparti – uno strumento che possa contribuire a dare indicazione sulle tendenze di mercato”, che sono “alla base della formazione dei prezzi”.

(foto di Bruno/Germany Pixabay)