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venerdì, 19 Agosto 2022

Recovery Fund, 170 miliardi all’Italia, “Ottimo segnale” dice Conte

750 miliardi per risollevare le economie dei paesi europei colpiti da Covid-19. Il ‘Recovery Fund’, così si chiama il pacchetto di aiuti e prestiti a chi ha più sofferto per la pandemia da Coronavirus proposto oggi dalla presidente della Commissione Ue Ursula von der Leyen, prevede per l’Italia la concessione di 172,7 miliardi di euro, la quota più alta destinata ad un singolo paese. Di questi 172,7 miliardi di euro 81,8 miliardi sarebbero costituiti da aiuti a fondo perduto e 90,9 da prestiti. Dopo l’Italia beneficerebbe in modo consistente del Recovery Fund la Spagna (140,4 mld divisi tra 77,3 mld di aiuti e 63,1 mld di prestiti). La consistenza e le quote del Recovery Fund presentati oggi dalla Commissione sono il frutto di un primo compromesso tra chi in Europa voleva una quota maggiore di aiuti a fondo perduto rispetto ai prestiti da restituire (Germania, Francia, Spagna e Italia) e chi invece, i paesi cosiddetti ‘frugali’ (Austria, Svezia, Danimarca e Olanda), esattamente il contrario. Al momento sembra aver prevalso la linea sostenuta dalla Germania e dai paesi del sud Europa ma i giochi non sono ancora fatti. Non è detto che consistenza e ripartizione del Recovery Fund annunciate oggi rimangano così fino alla fine del delicato negoziato che si apre adesso tra i 27 per arrivare ad una posizione comune al prossimo Consiglio europeo. “Ottimo segnale da Bruxelles” ha commentato intanto e molto soddisfatto il premier Giuseppe Conte, un segnale che “va proprio nella direzione indicata dall’Italia”.” Siamo stati descritti come visionari perchè ci abbiamo creduto dall’inizio. 500 mld a fondo perduto e 250 di prestiti sono una cifra adeguata. Ora – ha concluso Conte – acceleriamo su negoziato e liberiamo presto le risorse”.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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