Agricoltura export

Il mondo agricolo italiano crede nel “Patto per l’export” come una importante scommessa per rilanciare il settore agroalimentare dopo la pandemia Covid. Il Piano, che prevede un impegno di 1,4 miliardi di euro per una nuova strategia di internazionalizzazione del nostro sistema produttivo, è stato presentato l’8 giugno scorso alla Farnesina dal ministro degli Esteri, Luigi Di Maio.

Esperti In un momento in cui per esempio 4 aziende su 5 nel vitivinicolo sono ferme, l’iniziativa del governo di investire per rilanciare il ‘Made in Italy’ nel mondo viene vissuta come un vero e proprio punto di riferimento per sperare in un rilancio dell’intero comparto per la seconda metà dell’anno in corso e per il 2021. Per le organizzazioni agricole si tratta di una iniziativa “tempestiva e utile” e viene accolto con particolare favore l’inserimento di sei esperti agricoli nella rete diplomatico-consolare, con lo scopo di ottimizzare il lavoro delle Ambasciate nella rimozione di eventuali barriere non tariffarie e nella promozione delle eccellenze della filiera agroalimentare.

Concorrenza “La pandemia ha fermato la corsa delle nostre esportazioni – spiega il componente di giunta di Confagricoltura con delega all’internazionalizzazione, Giordano Emo Capodilista – e quest’anno potremmo registrare una contrazione superiore al 10%. Con la ripresa, la concorrenza sui mercati sarà ancora più agguerrita. È importante farci trovare pronti, con un piano che valorizzi l’eccellenza delle nostre produzioni. La crescita delle esportazioni di settore avvantaggia anche tutta l’agricoltura, considerando che oltre il 70% dei nostri prodotti è destinato alla trasformazione”.

50 miliardi Nel trascorso decennio, ricorda Confagricoltura, l’export agroalimentare è praticamente raddoppiato e nell’ultimo anno si attestava attorno ai 43 miliardi di euro. Con un’importante azione di sostegno nella ripartenza post-Coronavirus, secondo Emo Capodilista, potremmo “in tempi brevi, e con l’impegno di tutti arrivare a 50 miliardi, assicurando così un significativo contributo alla ripresa dell’economia italiana in termini sia di reddito sia di occupazione”.

(foto di Carlo Martin Alcordo da Pexels)