Altro che romanzo, alla fine come accade in Italia siamo alla “farsa” criminale. Il Romagate del cosiddetto ‘Mondo di Mezzo’ – all’origine del ciclone Virginia, che in pochi anni ha messo definitivamente al tappeto la capitale italiana invasa dall’immondizia, sforacchiata dalle buche e punteggiata dai bus in fiamme – si è concluso con la scarcerazione di Massimo Carminati ‘er Cecato’, che per non farsi mancare nulla era già stato nel milieu del terrorismo nero e della banda della Magliana.

Smart In suo onore ha subito brindato il suo ex compagno di merende Salvatore Buzzi, ras delle cooperative già condannato per omicidio e poi graziato, momentaneamente ai domiciliari. L’arresto di Carminati a bordo di una Smart su di un viottolo della campagna romana il 2 dicembre 2014 divenne subito una delle clip più gettonate sui social, ne seguì un iter giudiziario monstre teso a dimostrare il radicamento nella Città eterna della nuova ‘Piovra’. Alla fine in appello arrivò una condanna a 14 anni e 6 mesi di carcere. Poi le premesse per il “tana libera tutti” sono giunte il 22 ottobre del 2019, quando la Cassazione ha stabilito di non riconoscere ai ‘buontemponi’ che dominavano gli appalti romani l’aggravante del “metodo mafioso”. Annullato il 416 bis, a Carminati non è rimasto che attendere con un po’ di pazienza.

Oristano E adesso, eccolo lasciare il carcere di Oristano, su decisione del Tribunale della Libertà, per scadenza dei termini di custodia, dopo 5 anni e 7 mesi di detenzione. Ora da libero cittadino, se non cercherà di prendere il volo per destinazioni più esotiche, verrà nuovamente processato in appello, ma solo per il ricalcolo della condanna. A sbertucciare magistrati e giustizia ci pensa il Buzzi, l’Adnkronos tramite i suoi avvocati ne riporta le affermazioni: “Sono felice della scarcerazione, la sua detenzione non aveva senso ed è un altro passo avanti verso la ‘normalità'”.

Vivi e morti Quella normalità sintetizzata dal Cecato con la sua teoria del mondo di mezzo: “Ci stanno i vivi sopra e i morti sotto e noi stiamo nel mezzo. E allora vuol dire che ci sta un mondo, un mondo in mezzo in cui tutti si incontrano”. Una gran bella festa, insomma, e allo sbalordito ministro Guardasigilli, tenace spazzatore di corrotti, non rimane che “mandare gli ispettori”…