Zingaretti fiuta un “settembre nero” per le elezioni regionali, un test decisivo

E’ uno dei pochi dell’attuale scenario politico a non alzare la voce ad evitare le polemiche inutili a non promettere mari e monti, ma come dicono a Roma “quando ce vo’, c’è vo’’”. Il leader del Pd una cosa chiara in testa c’è l’ha. L’election day di settembre, quando si voterà in sei regioni attualmente 4 a 2 per centrosinistra) e per il referendum sulla riduzione dei parlamentari, destinato a risolversi con un voto plebiscitario contro la casta, sarà un voto politico, che potrebbe anche diventare un test per la tenuta del governo e dell’attuale maggioranza. Ora il centrodestra si presenta unito ovunque ed e’ già in campagna elettorale dopo l’accordo sottoscritto ieri. Mentre la maggioranza e’ divisa con i cinque stelle, che a parte la Liguria (dove però Il centrodestra con Toti dovrebbe rivincere) andranno per loro conto. Zingaretti e’ andato giù duro: “Ma vi pare possibile? Siamo quelli che dicono governeremo insieme per quattro anni, ricostruiremo l’Italia, bla’, bla’ e poi non siamo in grado di fare un accordo neanche a Barletta…”. Poi ha rilasciato una dichiarazione nella quale invita il governo a darsi una mossa., per chiudere qualcuno dei tanti dossier aperti, da Alitalia ad Autostrade”. Zingaretti non lo detto ma è molto preoccupato anche per la confusione sulle tasse, tanto che l’uscita non concordata di Conte sull’IVA ha costretto Gualtieri a fare qualche telefonata per assicurare l’Europa che Conte a Villa Pamphili non ha preso un colpo di sole. Zingaretti e’ veramente incazzato anche con Conte, tanto fumo e poco arrosto, per non parlare di Renzi e Di Maio, che dubita meditino insieme a Salvini di fare saltare tutto, dopo il voto. Perché la tornata elettorale, così stando le cose, potrebbe tradursi in una cocente sconfitta con il ribaltamento della situazione cioè. 4 a 2 per il centrodestra, aggiunto all’onda destabilizzante del referendum, che porterebbe molti a a parlare di un Parlamento delegittimato, fatto solo da tanti che vogliono tenersi attaccata la poltrona.

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Franco Riccio Tabassi
Franco Riccio Tabassi
Giornalista parlamentare classe 1948. Già funzionario della Tirrenia, entra all’AGI nel 1971, responsabile prima del Senato e poi della redazione Politica-parlamentare come capo redattore. Ha lavorato, per un breve periodo a radio Montecarlo, nel Principato, alle news politiche ed ha a lungo collaborato con Mediaset. E’ stato anche consigliere per l’informazione dei ministri socialisti Fabio Fabbri e Salvo Andò. Laureato in giurisprudenza con 110, ha sempre praticato sport. E’ stato pugnile dilettante. Passione auto, la Porsche e la barca,Tornado 38. Insieme a Gianfranco Eminente (direttore) ha fondato nel 2013 l’agenzia in 20righe, della quale è il condirettore.

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