due marò

Il Tribunale arbitrale internazionale dell’Aia assegna all’Italia e non all’India la giurisdizione sul caso dei due marò, Massimiliano Latorre e Salvatore Girone. È una svolta della intricata vicenda internazionale tra Roma e Nuova Delhi, seguita all’uccisione di due pescatori indiani da parte dei due militari impegnati nella sorveglianza anti-pirateria a bordo della petroliera Enrica Lexie. Il 15 febbraio 2012, al largo della costa del Kerala, stato dell’India sud-occidentale, due componenti dell’equipaggio di un peschereccio indiano, scambiati per pirati, rimasero uccisi dai colpi difensivi esplosi dai fucilieri di marina.

Arrestati

Latorre e Girone furono arrestati con l’accusa di omicidio. Per i due militari comincia una odissea giudiziaria con un processo avviato dalla Alta Corte del Kerala e un ping pong di arresti in India e di permessi di soggiorno in Italia. Il caso si colorò di risvolti politici nel 2013 quando l’allora premier Monti, modificando un precedente parere, annunciò la decisione di rinviare in India i due fucilieri. Contrario a tale scelta il ministro degli Esteri, Giulio Terzi di Sant’Agata, diede le dimissioni. Dopo un estenuante tira e molla da parte della Corte Suprema indiana, alla fine si giunse alla decisione di ricorrere al giudizio della Corte permanente di arbitrato (CPA). Prima Latorre per motivi di salute e poi Girone nel maggio 2016 rientrarono in Italia.

Funzionari dello Stato

La decisione arbitrale dell’Aia è stata resa nota dalla Farnesina. “È una notizia molto positiva – afferma il ministro degli Esteri, Luigi Di Maio – che premia il grande lavoro svolto in questi anni dal team legale a tutela dell’Italia nelle sedi giudiziarie indiane e internazionali, nonché l’impegno diplomatico che il nostro Paese non ha mai fatto mancare”. Il ministro spiega: “I nostri due militari, funzionari dello Stato italiano, impegnati nell’esercizio delle loro funzioni sono immuni dalla giustizia straniera. Oggi si mette un punto definitivo a una lunga agonia. Un abbraccio ai nostri due marò e alle loro famiglie”.

Risarcimento

L’Italia, ha anche stabilito il Tribunale, dovrà risarcire l’India “per la perdita di vite umane, i danni fisici, i danni materiale e morali subiti dall’equipaggio del peschereccio Saint Anthony”. Il ministro della Difesa, Lorenzo Guerini, parla di “un risultato che accogliamo con soddisfazione, che mette fine a una vicenda che andava avanti da anni e particolarmente gravosa anche per i suoi aspetti”.

(foto da profilo Facebook L. Di Maio)