Conte ha usato l’aggettivo “paradossale” per commentare la vicenda del nuovo ponte Morandi, finito a tempo di record (un anno) da Fincantieri e Webuild di Salini – per tener lontana Autostrade – e pronto per essere consegnato a fine luglio nel secondo anniversario del crollo in quel tragico agosto del 2018 che costò la vita a 42 persone. E il premier ha qualche ragione nell’usare quell’aggettivo: consegnato a chi? Ma ad Autostrade dei Benetton! Insomma, esclusa dalla demolizione di ciò che restava del ponte sul Polcevera e dalla sua ricostruzione poi affidata a due diverse società su progetto di Renzo Piano e in lite con il governo che sta valutando la revoca della concessione, Autostrade si troverà così a ricevere le ‘chiavi’ della nuova opera dalla cui realizzazione era stata esclusa nello scorno di chi – come i Cinquestelle – affermava “mai più rapporti con i Benetton”.

Ma finchè il governo non deciderà sulla revoca della concessione ai Benetton – cosa che Conte assicura avverrà in settimana –  il ponte non potrà che essere consegnato alla società concessionaria, cioè l’Aspi cui spetta la manutenzione del ponte sul Polcevera. E la vicenda diventa un caso politico dopo l’annuncio della ministra delle Infrastrutture De Micheli sull’ineluttabilità della consegna del ponte ad Autostrade. Un annuncio che ha fatto infuriare il presidente della regione Liguria Toti e ha indotto Salvini a usare il sarcasmo sul comportamento dei Cinquustelle e più in generale sul governo giallo-rosso: “Il Ponte affidato ad Autostrade? Cosa non si fa per mantenere la poltrona…”. Ne ha parlato anche Conte nel corso della conferenza stampa a Madrid dopo il suo incontro con il premier spagnolo Sanchez: “Io sono stato molto chiaro, ho detto che questo dossier va chiuso. Io ho già detto ai ministri più direttamente competenti che mi aspetto di chiudere ad horas o comunque a fine settimana. Dobbiamo evitare, sulla revoca della concessione, una situazione paradossale che rischia di diventare assurda, dobbiamo chiarire questo passaggio. Conte aggiunge: “Porteremo il dossier Autostrade in Cdm. E’ una decisione di tale importanza che dovrà essere condivisa al di là dei due ministri direttamente competenti. Va coinvolto tutto il governo. La questione della gestione del ponte di Genova va “subito risolta”, “non voglio esprimere sentenze, né alimentare scontri, non ce n’è bisogno in questo momento”, ma bisogna “mantenere le promesse fatte”, scrive su Facebook il ministro degli Esteri Di Maio. “Alle famiglie delle vittime avevamo promesso due cose: che il ponte non lo avrebbero costruito i Benetton, ma un’azienda di Stato. Infatti lo hanno costruito Fincantieri con Webuild. E che i Benetton non avrebbero più gestito le autostrade. Tantomeno il ponte. Entrambe queste promesse ora vanno mantenute. La politica senta dentro di sé il peso di queste due promesse. E passi ai fatti”. La Consulta intanto è intervenuta con una sentenza che considera come “non illegittima” l’esclusione di Aspi dalla ricostruzione del ponte