Biden OMS WHO

Potrebbe avere vita breve la scelta del presidente Donald Trump di ritirare gli Usa dalla Organizzazione mondiale della sanità (OMS). Lo sfidante democratico,Joe Biden, ha annunciato che, in caso di vittoria alle presidenziali di novembre, annullerà subito la mossa del tycoon. Trump ha formalizzato il ritiro degli Stati Uniti dalla organizzazione dell’Onu in campo sanitario, che aveva preannunciato a maggio scorso. Il presidente ha denunciato il presunto controllo della Cina sull’OMS durante la crisi del Coronavirus.

Con le molle

Negli Usa sono quasi tre milioni i casi confermati di contagio e oltre 130.000 i morti, mentre decine di milioni di persone hanno perso il lavoro per la collegata crisi economica. Tra gli elettori c’è preoccupazione per come la Casa Bianca ha gestito la pandemia e le sue conseguenze economiche. I sondaggi vanno sempre presi con le molle, tuttavia Biden è ora avanti di 10 punti su Trump nella corsa alla presidenza. Un vantaggio di gran lunga più significativo di quello che Hillary Clinton aveva sullo stesso Trump nel 2016, allo stesso punto della campagna elettorale. “Nel mio primo giorno da presidente ritornerò nell’OMS e ripristinerò la nostra leadership sulla scena mondiale – ha twittato Biden -. Gli americani sono più sicuri quando il Paese è impegnato nel rafforzamento della difesa della salute a livello globale”.

Malefatte

Opposto l’approccio di Trump: “Il mondo sta soffrendo a causa del comportamento del governo cinese all’origine della pandemia globale” e l’OMS avrebbe di fatto coperto le malefatte di Pechino. Secca la replica cinese: “La mossa di Trump colpirà duramente i paesi più poveri,che necessitano urgentemente di un sostegno internazionale”, ha dichiarato il portavoce del ministero degli Esteri, Zhao Lijian. Gli Stati Uniti sono il maggior singolo contributore dell’OMS con circa 400 milioni di dollari nel 2019, circa il 15% del budget totale. Fondata nel 1948 e con sede a Ginevra, l’OMS ha come mission quella di “promuovere la salute, mantenere il mondo sicuro e aiutare i più vulnerabili”, a partire dalle campagne di vaccinazione fino agli interventi per fronteggiare le emergenze sanitarie.