C’è chi la interpreta come un’uscita di sostegno ad una sua ricandidatura a sindaca di Roma e insieme un ‘avviso’ ai romani per non far tornare a vincere, quando sarà, la vecchia politica (per il Campidoglio si vota tra meno di un anno). E chi invece come una pietra tombale sopra le aspirazioni ad un ‘bis’ della prima cittadina, eletta alla grande il 22 giugno 2016, nel caso i Cinquestelle togliessero al loro interno il limite del doppio mandato e la Raggi venisse ripresentata. Fatto sta che ha fatto rumore il sonetto in romanesco pubblicato da Beppe Grillo suo suo blog, un sonetto di Franco Ferrari e intitolato “Virgì, Roma nun te merita” in cui si sottolinea che la Raggi non è una Madonna capace di far miracoli ma è “pulita e testarda”, “una che le cose le fa”, e che i cittadini di una Roma “bella e zoccola” dovrebbero credere nella loro sindaca per non essere chiamati, come fa l’autore, “gente de fogna”… “Pé questo ve dico che l’onesti dovrebbero pijà e valige, e, annassene, abbandonà sta città bella e zoccola. Si vincheno li vecchi partiti, sète fottuti” recita il sonetto. “Nun se farà più gnente, e, si se farà quarcosa sarà pé volere de la magistratura. Ma voi, godete a sputà in faccia a na sindaca pulita, e testarda, una che le cose le fa. Pensatece , c’avete undici mesi de tempo. O volete Roma, o sète morti, che Roma, quell’artri, se la magneno”. “A Virgì – è l’inizio del sonetto – pijia na valigia, tu fijio, tu marito, famme un fischio, che se n’annamo via da sta gente de fogna”. “Chi te critica quà, chi te critica là…Se chiama Virginia, mica è la Madonna der Divino Amore! Quella, dice, che fà li miracoli”.