Se l’Europa non vuole essere travolta dalla crisi economica indotta dalla pandemia del Covid-19 deve attuare misure straordinarie, di valenza “storica”, all’altezza della sfida, come quelle contenute nel Recovery Fund. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte in aula alla Camera, nell’informativa alla vigilia del Consiglio europeo straordinario in programma a Bruxelles venerdì e sabato.

Nella capitale belga si confronteranno paesi a favore delle proposte della Commissione (750 miliardi di risorse nel nuovo bilancio Ue, di cui 500 di aiuti a fondo perduto e 250 di prestiti) e paesi cosiddetti ‘frugali’, come Olanda e Austria, restii a concedere aiuti alle nazioni più colpite da Covid-19 se non accompagnati da condizionalità o da programmi di riforme. Il governo italiano, ha spiegato Conte, appoggia senza riserve le proposte della Commissione convinto come è che “nessun paese europeo può sperare di cavarsela da solo”, neanche quelli più forti e meno toccati dalla crisi. Per il premier l’Europa deve essere all’altezza della sfida in corso, servono decisioni storiche. “O vinciamo tutti o perdiamo tutti” ha sottolineato ribadendo che queste misure straordinarie, il Recovery Fund, devono essere decise e approvate “entro luglio” perchè il tempo stringe e non è il momento di svilire tutto con “compromessi al ribasso”.

L’Italia da parte sua si impegna a presentare all’Ue, a settembre, “un articolato piano di riforme” come garanzia sull’utilizzo dei fondi che arriveranno a partire dal 2021 (si parla di 172 miliardi di euro). Nell’informativa di Conte nessun riferimento al Mes e ai 32 miliardi di prestiti (a tasso bassissimo) per spese sanitarie che diverse forze politiche vorrebbero attivare. Ma non tutte, sono spaccate a metà. E quindi per Conte, per la sopravvivenza del governo, è stato necessario sorvolare e rinviare una decisione e quindi un voto che spaccherebbe trasversalmente maggioranza e opposizione. Sull’atteggiamento dell’Italia venerdì e sabato a Bruxelles, in dissenso dal governo, e sul futuro del Mes è intervenuto Claudio Borghi (Lega) che, rivolto al premier, ha fatto “due conti” sull’utilizzo o meno del fondo salva stati: “Al momento – ha detto – se si votasse sul Mes ci sarebbe una maggioranza di 361 deputati contro il suo utlilizzo. Ecco perchè – ha insistito – il governo non vuole parlarne e poi in Europa altro che ‘o vinciamo tutti o perdiamo tutti!’ come lei ha detto, la verità è che ci sono paesi che vincono sempre e altri che perdono sempre (il riferimento è alla Germania e all’Italia, ndr)”.