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lunedì, 3 Ottobre 2022

G5, Johnson si accoda a Trump e stacca la spina a Huawei. L’ira di Pechino

Johnson ha staccato la spina a Huawei e ora si tratta solo di vedere quale sarà nei fatti la reazione di Pechino che a parole ha già condannato la decisione di Downing Street parlando di scelta “deludente” operata sulla base solo di “valutazioni politiche” e che avrà conseguenze negative sui consumatori britannici oltre che sulle relazioni bilaterali. Con la decisione annunciata ieri da Londra si è consumato infatti l’ultimo capitolo della ‘guerra digitale’ in corso da tempo sul 5G tra la Cina da una parte e Washington e i suoi alleati dall’altra. Accodandosi alle scelte di Trump il premier britannico Boris Johnson ha bandito Huawei dal Regno Unito.

L’azienda cinese, considerata da Washington la quinta colonna del regime di Pechino nei paesi occidentali, non solo non potrà partecipare alla realizzazione della rete 5G britannica, ma tutte le apparecchiature dell’azienda cinese dovranno essere rimosse dalle infrastrutture di telecomunicazioni del Paese.  Si tratta di una clamorosa, anche se non inattesa, inversione di rotta da parte del governo di Londra destinata ad avere conseguenze sulle relazioni bilaterali già incrinate dalla delicata questione di Hong Kong, anche alla luce delle sanzioni decise da Trump contro funzionari dell’ex-colonia britannica per la contestata legge sulla sicurezza imposta da Pechino tra le proteste della popolazione. Intervenendo in Parlamento il ministro della Cultura Oliver Dowden ha annunciato che da fine anno gli operatori non potranno più acquistare apparecchiature da Huawei e avranno fino al 2027 per eliminare le apparecchiature dell’azienda dalle reti 4G e 3G oltre a quelle già installate per il 5G.

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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