Export di alimentari e bevande ‘Made in Italy’ in calo a maggio. Coldiretti segnala un -3% rispetto al mese precedente, per effetto delle difficoltà che sta attraversando la ristorazione nei continenti dove l’epidemia Covid è in piena espansione. Verso gli Stati Uniti in particolare la flessione si avvicina addirittura al 9%.

Manodopera

Al contrario sono in arrivo nei supermercati italiani prodotti a prezzi stracciati soprattutto dal nord Africa. Clamoroso il dumping dell’uva egiziana, che penalizza particolarmente la produzione di uva da tavola di Puglia e Sicilia. La Cia-Confederazione agricoltori sottolinea la difficoltà a reggere la concorrenza de Il Cairo, a causa di una serie di accordi siglati dall’Unione europea con i paesi in via di sviluppo dell’area nordafricana, ma anche per il bassissimo costo della manodopera. Una concorrenza nuova che si fa sentire in tempi di difficoltà economiche prodotte dall’emergenza Coronavirus.

Disdette

Nel 2019 il commercio internazionale dell’agroalimentare italiano aveva fatto registrare un record storico, raggiungendo con un valore di 44,6 miliardi il massimo di sempre. Oggi invece, secondo un’indagine Coldiretti/Ixè, 3 aziende agroalimentari su 4 registrano un calo delle vendite all’estero, per effetto di una pioggia di disdette provenienti dai clienti di tutto il mondo. “Serve ora un robusto piano di promozione per sostenere il ‘Made in Italy’ – ha affermato il presidente di Coldiretti, Ettore Prandini -. Per favorire l’internazionalizzazione occorre superare l’attuale frammentazione e dispersione delle risorse puntando, in primo luogo, a una regia nazionale. Con un’Agenzia unica che accompagni le imprese in giro nel mondo, con il sostegno delle nostre Ambasciate”. Decisivo, “nell’ottica di una futura ripresa delle normali attività commerciali, impiegare tutte le energie diplomatiche per superare i dazi Usa e l’embargo alla Russia”.

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