Un veleno mescolato ad una tazza di thè’ e ora Alexei Navalny, l’oppositore russo di Vladimir Putin, è in pericolo di vita nell’ospedale di Omsk, in Siberia, da dove l’avvocato e attivista anti-corruzione stava per rientrare a Mosca. L’aereo su cui viaggiava ha effettuato un atterraggio di emergenza appena Navalny ha dato chiari segnali di star male. Ora è in coma e sotto ventilazione e i medici “stanno lottando per salvargli la vita” affermano tanto le autorità sanitarie siberiane quanto, su Twitter, la portavoce di Navalny che ha diffuso anche le immagini del malore che ha colto l’attivista in aereo. E’ stata la portavoce, Kira Yarmysh, a denunciare che Navalny “è stato avvelenato”: “Alexei ha un avvelenamento tossico ed è in terapia intensiva. Pensiamo che sia stato avvelenato con qualcosa mescolato nel suo thè. Quella – ha scritto la portavoce – era l’unica cosa che ha bevuto la mattina. I medici dicono che il veleno è stato rapidamente assorbito mediante il liquido caldo”.

La notizia del ricovero in terapia intensiva dell’oppositore numero 1 di Putin ha indotto subito il Cremlino a commentare: a Navalny è stata augurata una pronta guarigione ed è stato preso l’impegno, ovviamente da Putin, dell’apertura di un’inchiesta “se sarà confermato l’avvelenamento. Il portavoce, Dmitry Peskov, ha poi sottolineato che Mosca non vede alcun ostacolo a considerare l’eventuale trasferimento di Navalny in una struttura sanitaria all’estero se ciò dovesse essere richiesto. Navalny, avvocato e attivista anti-corruzione, ha scontato diversi periodi di carcere negli ultimi anni per aver organizzato proteste anti-Cremlino. La Corte europea dei diritti dell’uomo ha affermato che la sua detenzione nel 2012 e nel 2014 violava i diritti umani, una sentenza che Mosca ha definito “discutibile”.