La sindaca di Torino Chiara Appendino è stata condannata, con sospensione della pena condizionale, a sei mesi per falso ideologico in atto pubblico nell’ambito della vicenda Ream, mentre è stata assolta da due accuse di abuso in atti di ufficio e una seconda di falso. Appendino ha detto di voler portare a termine il mandato da sindaca ma che si autosospenderà dal Movimento Cinque Stelle come prevede il codice etico. Se fosse stata condannata per l’abuso avrebbe invece dovuto lasciare palazzo Civico, come prevede la legge Severino. Ma la sua autosospensione apre comunque un caso politico nel Movimento. La difesa della sindaca ha già annunciato di voler ricorrere in appello.

Per la stessa vicenda l’assessore comunale al Bilancio Sergio Ronaldo è stato condannato a sei mesi. Otto mesi per l’ex-capo di gabinetto della sindaca, Paolo Giordana. “Sono stata assolta per tre reati su quattro – ha dichiarato la sindaca di Torino all’uscita dal tribunale – perché il fatto non sussiste. Resta l’episodio del 2016 e aspettiamo di leggere le motivazioni della sentenza ma continuo a essere convinta di aver agito per il bene dell’ente. Porterò a termine il mio mandato, questa sentenza non me lo impedisce. E mi autosospendo dal Movimento come prevede il codice etico”. “Come è evidente anche dalle carte processuali, non ho tratto alcun vantaggio personale, anzi: l’accusa, nella sostanza, era di aver ingiustamente ‘avvantaggiato’ il Comune. Ricorrerò in appello – ha commentato più tardi su Fb – certa della mia innocenza e della mia assoluta buona fede”.