Industria alimentare

L’effetto Covid-19 agita l’industria alimentare italiana che guarda al fine anno con “forti preoccupazioni”. Il 62% delle aziende prevede una contrazione del giro di affari. Lo evidenzia il rapporto “L’industria alimentare italiana oltre il Covid-19. Competitività, impatti socio-economici, prospettive” di Nomisma per Centromarca e Ibc. Per effetto delle dinamiche innescate dal lockdown (tra cui il sostanziale blocco dell’Horeca, i cui consumi valgono il 34% del totale food&beverage in Italia) e delle incertezze legate all’evoluzione dell’emergenza sanitaria, solo il 20% delle aziende prevede nel 2020 un incremento del fatturato in Italia e all’estero. Mentre per il 62% l’anno si chiuderà con una contrazione delle vendite, superiore al 15% per il 38% delle imprese.

Valore aggiunto

Nomisma fotografa gli effetti della pandemia su un settore industriale di rilevanza strategica per il Paese. L’industria genera il 20% del valore aggiunto della filiera alimentare. Tra il 2008 e il 2019 il valore aggiunto espresso dalle aziende di trasformazione è cresciuto del 19%, mentre la manifattura nel suo insieme si è fermata al 7%. L’occupazione è aumentata del 2% a fronte di una riduzione del -13% del settore manifatturiero. Nello stesso periodo le esportazioni sono aumentate dell’89%. “Dovrebbe far riflettere che un settore, spesso portato a esempio di eccellenza, sia riuscito a crescere nonostante l’assenza di un reale disegno di politica economica che consentisse alle aziende di irrobustirsi, rinnovarsi e quindi di esprimere pienamente il loro potenziale competitivo”, rileva Francesco Mutti, presidente di Centromarca, l’Associazione Italiana dell’Industria di Marca.

Grandinate

Intanto il persistente maltempo preoccupa gli agricoltori. L’ultima perturbazione ha fatto salire a oltre 1.000 il conto degli eventi estremi (nubifragi, tornado, bombe d’acqua, grandinate e vento forte) che hanno colpito nel 2020 la Penisola. All’origine i cambiamenti climatici, con una tendenza alla tropicalizzazione del nostro clima. Secondo un monitoraggio effettuato da Coldiretti l’ultima ondata di maltempo ha colpito, da nord a sud, in modo pesante agrumi, ulivi, vigne, ortaggi e stalle. Dal Piemonte alla Puglia, dal Lazio fino alla Sicilia il maltempo si è manifestato a macchia di leopardo, ma con grande violenza. Coldiretti segnala danni per milioni di euro. L’evento più distruttivo è la grandine, in grado di azzerare in una manciata di minuti il lavoro agricolo di un intero anno.

(foto da PxHere)