Conte Confagricoltura

Il 37% dei progetti del ‘Recovery plan’ saranno “legati al ‘green’ e alla sostenibilità ambientale”. Un ruolo centrale andrà al settore agricolo ha annunciato il premier, Giuseppe Conte, alle celebrazioni per il centenario di Confagricoltura a Palazzo Colonna a Roma. “Il governo – ha sottolineato il presidente del Consiglio – è impegnato affinché il settore agroalimentare sia protagonista del rilancio del Paese”. Conte ha assicurato: “Non siamo in ritardo sulla tabella marcia del NextGenerationEu. Il piano sarà presentato nei termini indicati dalla Commissione Ue. A metà ottobre verranno indicate le linee guida e i progetti a cui il governo sta già lavorando, verranno presentati e approvati con l’inizio del nuovo anno”.

Agritech

Anche per l’agricoltura si punterà su una diffusione sempre maggiore di tecnologie, con la collaborazione nell’agritech tra sistema universitario e quello delle imprese. Particolari gli impegni per la prevenzione e il contrasto al dissesto idrogeologico, nell’utilizzo positivo delle risorse idriche e interventi per favorire l’efficienza energetica in agricoltura, con l’utilizzo sempre maggiori di fonti rinnovabili dal biometano al fotovoltaico. Confagricoltura chiede dal canto suo al governo “una grande strategia per l’agroalimentare nazionale. Sono oltre 40 anni che manca, forse e’ arrivato il momento”, ha detto il presidente Massimiliano Giansanti.

Sostenibili

“L’agricoltura – ha aggiunto – ha bisogno di uno scatto. Dobbiamo dimostrare di essere sostenibili. Le sfide del green deal ci attendono. Dovremo lavorare verso una transizione ecologica, che metta al centro i gradi valori che l’agricoltura sa esprimere. Abbiamo bisogno di preservare le risorse naturali, abbiamo bisogno di avere terreni fertili e per questo siamo interessati anche allo sviluppo energetico. L’agricoltura – ha ricordato – ha dato un contributo enorme nel raggiungimento degli obiettivi di Parigi 2020”. La pandemia ha sottolineato Giansanti a prodotto forti difficoltà soprattutto al “settore del vino di qualità, a quello della pesca e al florovivaismo. Dobbiamo capire in prospettiva cosa fare, perché se l’emergenza durerà ancora anche l’organizzazione della produzione dovrà essere adattata”.