Alba Dorata

Si è finalmente concluso ad Atene il processo più imponente a imputati neofascisti dopo Norimberga.

di Oriana Mariotti

I leader greci di Alba Dorata sono stati condannati ad Atene, per costituzione e appartenenza ad associazione criminale. In piazza davanti al tribunale si è riunita una folla di appartenenti a diversi movimenti antirazzisti e antifascisti. Presenti anche simpatizzanti di estrema destra. Grande il dispiegamento delle forze dell’ordine per paura di disordini. A seguito delle esemplari condanne, come riconosciuto anche dall’ex premier, Alexis Tsipras, presente in piazza, la Lega Popolare (più nota come Alba Dorata), partito greco di estrema destra nazionalista ed euroscettico, da oggi è di fatto riconosciuto come associazione criminale neonazista. Una vera banda criminale.

Attività criminali

La Corte di Atene ha comminato pene esemplari per tutti i leader del partito politico di Alba Dorata, nato nel 1993 e divenuto rilevante sulla scena politica greca dopo la crisi del 2008. Risultò terzo partito del paese nelle elezioni del 2015, con il 6% di consensi. Fuori dal tribunale della capitale greca si sono riunite almeno 10mila persone per manifestare il loro favore della condanna degli imputati. I dirigenti del partito neonazista sono stati riconosciuti colpevoli di aver celato le proprie attività criminali sotto il cappello del movimento politico. Le indagini sono iniziate nel settembre del 2013, dopo che un membro di Alba Dorata uccise il rapper di sinistra, Pavlos Fyssas.

Condanne

68 gli imputati a processo, tra parlamentari e militanti, compreso il leader politico, Nikolaos Michaloliakos, che i giudici hanno dichiarato colpevole di costituzione di associazione criminale. Gli altri attivisti sono stati condannati ‘solo’ per appartenenza ad associazione criminale. L’omicidio del rapper non è stato l’unico crimine per il quale gli imputati sono stati riconosciuti colpevoli, Si aggiungono altri omicidi e ferimenti, attacchi contro immigrati e appartenenti alle minoranze etniche presenti in Grecia. E ancora crimini contro omosessuali e attivisti di sinistra. Il responsabile dell’omicidio di Fyssas, il simpatizzante di estrema destra, Georgios Roupakias, rischia l’ergastolo. Gli altri imputati anche 15 anni di prigione.

Messaggio

Grande soddisfazione tra la folla accalcata fuori dal tribunale di Atene, tra cui molti attivisti di sinistra come Petros Costantinou, appartenente al movimento antirazzista greco KEERFA, che ha dichiarato: “Questa è una giornata storica per i movimenti antifascisti di tutto il mondo. E un messaggio chiaro per le estreme destre di tutta Europa. Bisogna condannare il neofascismo senza se e senza ma, se vogliamo che non sia più una minaccia per la democrazia”. Gli imputati, dal canto loro, hanno sempre negato le accuse ritenendosi perseguitati politici. Michaloliakos, leader di Alba Dorata, fervente ammiratore di Hitler e negazionista dell’Olocausto, al processo ha presentato la Lega Popolare come un partito patriottico, formato da ultra nazionalisti.

Prigione

Il 14 ottobre il tribunale greco ha condannato il leader del gruppo neonazista Alba Dorata, Nikos Michaloliakos, a 13 anni di carcere, per aver gestito un’organizzazione criminale sotto le spoglie di un partito politico. Altri sei ex dirigenti sono stati condannati da 10 a 13 anni con accuse simili. Condanne da cinque a sette anni per partecipazione a un gruppo criminale, anche per 11 ex parlamentari. Alba Dorata è stata ritenuta responsabile di aver organizzato molteplici e violenti attacchi contro immigrati e attivisti di sinistra. Episodio più drammatico, l’uccisione del rapper antifascista, Pavlos Fyssas. L’omicida, Yiorgos Roupakias, è stato condannato all’ergastolo.

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