Covid tampone

Nelle ultime 24 ore l’Italia ha registrato 9.338 nuovi contagiati, ma con meno tamponi, e 73 vittime. Un livello inferiore a ieri, come avviene ogni lunedì, ma con un raddoppio netto dei casi positivi al coronavirus rispetto ad una settimana fa. Il quadro epidemiologico resta dunque preoccupante con Lombardia e Campania sempre in testa tra le regioni più colpite dall’epidemia.

Per quanto riguarda il vaccino l’ultimissima previsione sui tempi è di Franco Locatelli, presidente dell’Istituto superiore di Sanità e componente del Comitato tecnico-scientifico, una previsione formulata con il condizionale che purtroppo allunga un po’ i tempi rispetto agli annunci e agli auspici formulati anche recentemente dal governo: “le vaccinazioni potrebbero partire nei primi mesi della prossima primavera”, cioè marzo-aprile del 2021.

Il premier Giuseppe Conte, ad esempio, pochi giorni fa ha parlato di una data più ravvicinata: “L’Unione europea sta finanziando le più importanti ricerche ed è in condizione di potersi garantire varie centinaia di milioni di vaccini. È stato un investimento ad ampio spettro, alcuni gruppi prospettano esiti per fine novembre o dicembre, potremmo avere molto presto 200 o 300 milioni di vaccini. Saremo in grado di inondare i nostri sistemi di vaccini e ci siamo premurati anche di procurarli per i paesi più fragili”. Anche il ministro degli Esteri Luigi Di Maio ha azzardato una data relativamente ravvicinata: in un’intervista al Tg1 ha detto che la cosa “che ci deve far ben sperare è che entro la fine dell’anno e l’inizio dell’anno prossimo potremo cominciare le vaccinazioni. Nessuno si salva da solo: senza un accordo a più paesi e un investimento comune non ce l’avremo mai fatta”.

Idem il ministro della Salute Roberto Speranza secondo il quale “il primo accordo sottoscritto con AstraZeneca ci dovrebbe consentire di avere le prime dosi di vaccino già entro la fine del 2020”. E’ di oggi la previsione di Locatelli che “realisticamente” sposta più avanti la data dì inizio delle vaccinazioni, sempre che un vaccino anti-Covid-19 venga testato, approvato, prodotto e distribuito. “Si sta facendo un grande sforzo internazionale sui vaccini. Realisticamente – ha detto Locatelli in un’intervista a InBlu radio, il network delle radio cattoliche della Cei – credo che potremmo far partire le vaccinazioni per le persone fragili, le forze dell’ordine, gli operatori sanitari nei primi mesi della prossima primavera”.