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mercoledì, 18 Maggio 2022

Accordo in Europa su nuova PAC. Agricoltura italiana scommette su svolta green

Accordo importante in Europa per il futuro della Politica agricola comune (PAC). Da Bruxelles e, a tarda notte, anche da Lussemburgo sono arrivati il voto del Parlamento europeo e l’intesa al Consiglio Agrifish sulla riforma post 2020. Secondo Cia-Agricoltori Italiani si tratta, in piena crisi pandemica, di un “grande risultato politico, a salvaguardia del settore agricolo e agroalimentare Ue”. L’Europarlamento con un voto a larga maggioranza ha evitato il blocco del processo di riforma della PAC e dato l’ok agli emendamenti per una linea più verde e ambiziosa. Anche il Consiglio Agrifish, dopo due anni di negoziati, ha raggiunto un accordo in chiave di una maggiore ambizione ambientale, con eco-schemi obbligatori per gli Stati membri e condizionalità rafforzata.

Farm to Fork

La nuova PAC, sottolinea Cia, deve garantire “reddito agli agricoltori e una sempre migliore produttività, in linea con gli obiettivi di sostenibilità del Green Deal”. I produttori agricoli “vogliono essere protagonisti attivi” in questa “sfida epocale e sono pronti a investire per rispondere agli obiettivi delle strategie Farm to Fork e Biodiversity”. In questo modo le politiche ambientali non diventano “gabbie per le aziende, ma un cruciale fattore di progresso condiviso”. Giudizio positivo anche da Confagricoltura: “L’intesa a cui la ministra Bellanova e la delegazione italiana hanno contribuito in maniera determinante, è il primo passaggio formale verso la riforma”.

Territori

Per il presidente Massimiliano Giansanti: “Il traguardo è assolutamente chiaro, Assicurare che la maggiore sostenibilità ambientale risulti compatibile con la salvaguardia dei livelli di produzione e della competitività delle imprese. Il tutto in un quadro di effettiva semplificazione burocratica”. Intanto, in attesa dei prossimi passaggi in ambito europeo, conclude il presidente di Confagricoltura: “È importante accelerare i tempi per la redazione del Piano strategico nazionale. Abbiamo l’occasione per ridare una prospettiva unitaria alle scelte per il futuro dell’agricoltura italiana, tenendo sempre conto delle esigenze e delle specificità territoriali”.

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