Conte con mascherina

19.143 nuovi contagi, 91 morti nelle ultime 24 ore, livelli record. Il virus non placa la sua offensiva e la seconda ondata mette a dura prova la tenuta del sistema. Oltre a far fibrillare politica e istituzioni e a spaventare la popolazione anche per i messaggi confusi e contraddittori sulla pandemia. “Siamo ad un passo dalla tragedia” dice da Napoli un pessimista Vincenzo De Luca mostrando su Facebook la tac di un giovane colpito da Covid-19. Il governatore insiste in pressing sul governo per un nuovo lockdown di 30-40 giorni. “Non voglio vedere camion carichi di bare” come successe a Bergamo nel pieno della prima ondata della pandenia, ha rincarato la dose.

Per De Luca la chiusura totale come quella del marzo scorso – quella che comunque lui si appresta a decidere per la sua regione e per un mese (“Chiudo tutto”) – è l’unico strumento per bloccare la diffusione del contagio. Non certo i dpcm che ormai sembrano pannicelli caldi e comunque continuano a dimostrarsi insufficienti. Nuovi contagi che registrano proprio in Campania e in Lombardia numeri preoccupanti: 2.200 e 5.000, ottomila nuovi casi complessivamente. De Luca non è il solo a chiedere misure drastiche ma da Milano il collega Fontana così come Bonaccini dall’Emilia Romagna, pur allarmati, non arrivano al punto di chiedere il blocco totale.

Il premier Giuseppe Conte ascolta le sollecitazioni provenienti dalle Regioni ma non cede. Niente lockdown generalizzato per il momento, troppo gravi sarebbero le conseguenze per il sistema economico. Intanto però si estende a macchia di leopardo il coprifuoco a livello regionale e nelle città dove i sindaci stanno delimitando e perimetrando vie e piazze della movida. Così come aumentano gli inviti generalizzati ai cittadini a stare a casa. In questo quadro dominato dalla paura e dalla confusione, le spinte a n conte on arrivano solo da alcuni governatori. Si muovono anche le forze di maggioranza: Zingaretti per il Pd, Di Maio per i Cinquestelle e Renzi smettono di bisbigliare e cominciano a fare al voce grossa anche nei confronti del premier sulla gestione dell’emergenza per spingere l’esecutivo ad essere più incisivo, con il leader di Italia viva che annuncia di voler “chiedere conto” al governo per i “ritardi” e le “lacune” accumulati in questi mesi.

C’è poi l’appello sempre al governo di un centinaio di scienziati che chiedono “misure drastiche” anti-Covid da prendere in 2-3 giorni “o in due settimane arriveremo ad avere 400 morti”. Conte però non molla, ribadisce e spiega: “Dobbiamo scongiurare un secondo lockdown generalizzato, per questo rimaniamo vigili e pronti a intervenire dove necessario”. “Siamo ancora dentro la pandemia – dice – dobbiamo tenere ancora l’attenzione altissima: forti dell’esperienza vissuta della scorsa primavera dobbiamo contenere il contagio puntando a evitare l’arresto dell’attività produttiva e lavorativa, la chiusura degli uffici pubblici, come la chiusura delle scuole”.