Giovani

Una suggestione inquietante che secondo un virologo inglese potrebbe diventare realtà. Torna con i party l’immunità di gregge oppure è soltanto un’imprudente follia?

di Oriana Mariotti

I “Covid Party” potrebbero diventare normali in futuro se il virus continuerà a imperversare. Lo scopo? Far contagiare più giovani possibile, evitando loro di contrarre il virus da adulti, quando sarebbero più vulnerabili. Paul Lehner, immunologo all’Università di Cambridge, ha esposto la sua tesi al Covid-19 Science Media Centre di Londra. “È provato che nei giovani la carica virale di Covid-19 è più bassa e la maggior parte di loro è asintomatica”, ha spiegato il professore. Non si sa ancora nulla però su possibili conseguenze a lungo termine a scapito – ad esempio – del sistema immunitario. “Sono ottimista – ha continuato Lehner – e non credo che il virus sia così differente e più resistente di altri, tanto da cancellarci dalla faccia della Terra o da costringerci a continuare a vivere con le mascherine per sempre. Credo anzi che diventerà come gli altri 4 ceppi endemici di Coronavirus che causano normali influenze”. In futuro le due strade possibili, secondo il virologo, saranno: vaccinarsi o prendere la malattia da giovani, quando le possibilità di gravi conseguenze sono minime, magari in un Covid party.

Prudenza

Mentre altri scienziati sono assai più prudenti sull’immunità dopo un primo contagio, Lehner non ha dubbi: “Le re-infezioni sono molto rare e meno virulente. Più di 40 milioni di persone nel mondo hanno contratto il virus, ma i casi di re-infezione con sintomi preoccupanti sono stati solo 4”. Per l’immunologo “quindi dobbiamo continuare a monitorare la situazione globale senza abbassare la guardia, ma rimanendo ottimisti. Perché il nostro sistema immunitario sta cercando il modo di gestire il virus e riuscirà a difendersi sempre meglio”. A questa tesi ha risposto un altro eminente virologo inglese David Heymann, professore di epidemiologia alla London School, che sul tema dei Covid party è estremamente cauto: “Uno degli scenari possibili è che il Sars Cov-2 diventi endemico come gli altri ceppi simili, ma ancora non lo sappiamo. Ecco perché non siamo in grado di fare previsioni”.

Deliberatamente

Dunque ci sono due ordini di problemi nel far infettare deliberatamente i ragazzi con il Coronavirus. Non si conoscono ancora gli effetti a lungo termine, anche per chi oggi è asintomatico. E non si conosce la durata dell’immunità acquisita dopo il primo contagio. “Non sappiamo nemmeno se gli asintomatici possono contrarre di nuovo il virus. Perché non è stato possibile testare queste persone”, ha sottolineato Heymann. Anche Danny Altmann, professore di Immunologia all’Imperial College di Londra, invita alla prudenza sull’ipotesi di immunità di gregge dei giovani: “È vero che in generale sono la categoria a minor rischio di contagio, ma alcuni di loro possono sviluppare un’infezione grave o addirittura sviluppare un tipo di Covid di lunga durata”. Insomma, ha aggiunto: “Non raccomanderei a nessun genitore di far infettare deliberatamente il proprio figlio”.

(foto chiesADIbeinasco da Flickr)