Festa cinema Roma

A Roma premiato il film “Estate ’85”. Un’ultima notte di festeggiamenti e poi ‘ciack’ si chiude, come nel resto d’Italia a causa del Covid-19

di Oriana Mariotti

Si è conclusa la 15esima edizione della kermesse romana del Cinema, mentre il governo Conte chiudeva sale cinematografiche e teatri a causa del Covid. Vince il premio BNL il film francese “Été 85”, diretto da François Ozon. Il più votato dal pubblico è stato dunque il racconto di formazione adolescenziale ambientato nella Normandia degli anni ’80, ispirato al romanzo di Aidan Chambers “Danza sulla mia tomba”. Un libro per ragazzi che il regista francese ha detto di adorare da quando era piccolo e dal quale, con suo stupore, nessun regista americano ha mai tratto ispirazione per una pellicola internazionale. Così l’ha fatto lui, con candore e semplicità ha raccontato la storia di Alexis sedicenne con pensieri continui di morte che esce in mare per non ritornare, ma viene salvato dal diciottenne David. Tra i due nasce una storia d’amore burrascosa che porterà alla morte di David. Alexis, devastato dal dolore, si ritroverà a ballare sulla tomba dell’amico amante, rispettando un patto stretto tra i due quasi per scherzo.

Resistenza

Nel cast del film, insieme ai francesi Félix Lefebvre e Benjamin Voisin, anche una eccezionale Valeria Bruni Tedeschi che interpreta la signora Gorman, madre di David. Un ruolo commovente, come lo descrive lei stessa in un’intervista RAI sul red carpet: “Quando interpreto un personaggio scelto da un regista che è anche un amico, come Ozon, non ho nemmeno bisogno di leggere la sceneggiatura per decidere. Questa mamma nonostante il dolore della perdita di un figlio è una donna solare che porta con sé luce e speranza”, ha commentato l’attrice italiana. Ha aggiunto due parole anche sulla pandemia che ci vuole paralizzare tutti: “È importante essere qui adesso per resistere a una malattia che ci vuole impedire di fare spettacolo. Resistiamo al male, a quello che sta succedendo. Siamo qui e siamo vivi”.

Chiusure

Un’edizione davvero particolare quella di quest’anno, con diverse restrizioni a causa del Covid-19, a partire dal budget ridotto di un milione di euro rispetto al 2019 e ai 150mila euro spesi per santificazioni e misure precauzionali. Affluenza del pubblico all’85%, con sale dimezzate in capienza e con la spada di Damocle per la possibilità di una chiusura preventiva, che per fortuna non c’è stata. Ma poi sabato alla vigilia della premiazione e della fine del Festival, la brutta notizia viene dal nuovo Dpcm della presidenza del Consiglio che chiude almeno fino al 24 novembre sale cinematografiche e teatri in tutta Italia. Una ulteriore misura di contenimento all’espandersi del coronavirus. Anche se i dati sui contagi dicono che cinema e teatri non sono luoghi pericolosi, come invece gli autobus e le metropolitane, pieni di gente negli orari di punta.

(foto sito romacinemafest.it)