La sete di vendetta di Trump contro il mondo ‘cinico e baro’ non si arresta. Dopo aver indotto l’assalto dei suoi ‘descamisados’ contro Capitol Hill. Dopo aver resuscitato la pena di morte a livello federale. Dopo aver graziato tutti i criminali suoi amici, il tycoon ha deciso di punire Cuba. Un obiettivo prevedibile, destinato a riscaldare gli animi dei suoi sostenitori più agguerriti. Su ordine del presidente ora sotto secondo impeachment, il Dipartimento di Stato è tornato a inserire L’Avana nella lista nera degli Stati “sponsor” del terrorismo. Il segretario di Stato, Mike Pompeo, ha giustificato la mossa accusando Cuba di aver offerto sostegno a non meglio precisati “fuggitivi statunitensi” e per il suo appoggio al presidente venezuelano, Nicolas Maduro.

Obama

Cuba era stata rimossa dalla famigerata lista nera nel 2015 dall’allora presidente, Barack Obama, mentre con la mediazione di Papa Francesco stava procedendo la normalizzazione delle relazioni tra i due paesi. Secondo Pompeo, L’Avana avrebbe anche offerto rifugio a leader ribelli della Colombia, senza tenere conto del processo di pace in corso nel paese latinoamericano. “Con questa azione – ha sottolineato Pompeo – invieremo un messaggio chiaro: il regime di Castro deve porre fine al suo sostegno al terrorismo internazionale e alla sovversione della giustizia statunitense”. E ancora: “Gli Stati Uniti continueranno a sostenere il popolo cubano nel suo desiderio di un governo democratico e per il rispetto dei diritti umani, inclusa la libertà di religione, espressione e associazione”. Un delirio da ultimi giorni di Pompei. Le sanzioni imposte dall’amministrazione Trump a Cuba mettono gli investitori stranieri a rischio di essere perseguiti dagli Stati Uniti.

Ipocrisia

Vengono di fatto bloccati i viaggi tra gli Usa e l’isola caraibica. Sono sostanzialmente congelati i trasferimenti di denaro, colpendo i cubani che hanno parenti negli Stati Uniti. Finora nella lista degli stati amici del terrorismo erano presenti Corea del Nord, Siria e Iran. Dal suo insediamento Trump ha assunto una posizione dura nei confronti di Cuba, rovesciando le scelte di dialogo dell’amministrazione Obama. Il ministro degli Esteri cubano, Bruno Rodríguez Parrilla, ha replicato con fermezza: “Condanniamo la cinica e ipocrita definizione di Cuba quale Stato sponsor del terrorismo. L’opportunismo politico di questa azione è evidente a tutti coloro che sono sinceramente preoccupati per la piaga del terrorismo e per le sue vittime”.

Biden

La stampa cubana sottolinea come l’isola sia stata “vittima del terrorismo portato avanti per anni dal governo degli Stati Uniti o da individui e organizzazioni che operano dal territorio americano, tollerati dalle autorità. 3.478 cubani sono rimasti uccisi e 2.099 feriti”. Il quotidiano del Partito comunista cubano, Granma, ricorda come nell’ultimo anno Cuba sia stata “la nazione che ha inviato più medici all’estero per aiutare a salvare vite umane dalla piaga del Covid-19”. Togliere Cuba dalla lista nera non sarà semplice per l’amministrazione del presidente democratico, Joe Biden. Si tratta di un procedimento di revisione che richiederà molti mesi, durante i quali le sanzioni torneranno ad avere un peso particolarmente rilevante per Cuba e per la vita dei suoi abitanti.

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