Mattarella e Conte
(foto sito quirinale.it)

Ormai appare chiaro, anche se chiaro lo era già, che quello che l’Italia sta vivendo è una profonda crisi del centrosinistra che poi inevitabilmente ha portato ad un crisi di governo, visto che è il centrosinistra a deciderne le sorti. Il tutto nasce con Renzi che a dispetto del suo scarso appeal elettorale ha ancora idee in grande, quello di riprendersi la scena a tutto campo. Il Matteo toscano probabilmente vorrebbe scardinare l’asse Pd-M5S per aprire anche ad altre forme di maggioranza, magari con i centristi veri e non con un gruppetto di reduci, che tra l’altro andrebbero consultati singolarmente, perché ognuno ha le sue aspettative. Ma il suo progetto quasi sicuramente fallirà perché “l’odiato Conte” anche a livello personale finirà per avere un nuovo incarico dopo l’esplorazione del presidente della Camera Fico.

Si ripete una vecchia storia della politica dove non esiste, e forse giustamente, il riconoscimento. Se Mattarella è al Quirinale lo deve solo ed esclusivamente a Renzi, che ha rotto il famoso patto del Nazareno con Berlusconi, rimettendoci poi, suo grande errore con il referendum senza Fi, altrimenti sarebbe ancora premier. Ma ora non assecondato dallo stesso Mattarella, che dà il mandato esplorativo a Fico. ovviamente non alla Casellati che poi è la seconda carica dello Stato, per ricucire, quello che comunque è difficilmente ricucibile. Mattarella si conferma uomo delle istituzioni. Forse con un pensiero recondito e tuttavia pur legittimo, quello di farsi altri sette anni circondato dai corazzieri. E potrebbe pensare che l’unico modo per puntarci è quello di tenere in piedi questa sbrindellata maggioranza. Occhio però alla non riconoscenza, come ben si sa, in politica.