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lunedì, 3 Ottobre 2022

E’ rottura tra Renzi e gli (ex) alleati sul Conte-ter, Fico al Colle. Tutti guardano a Mattarella

Trattativa fallita. In serata, dopo una giornata ad altissima tensione, si è consumata la rottura che al momento appare irreversibile tra Matteo Renzi e gli ex-alleati. Fallisce quindi la trattativa sul programma e sulla squadra di un eventuale Conte-ter e quindi l’esplorazione di Roberto Fico che alle 20,30 si è recato al Quirinale per riferire al capo dello stato di non aver potuto riscontare tra gli ex-alleati la comune volontà di riprovarci. A Mattarella ora guarda il mondo politico per sapere quale soluzione verrà da lui scelta per risolvere la crisi: un incarico a Conte dimissionario per riprovarci ancora? O un governo istituzionale o del Presidente, con Draghi sullo sfondo? Oppure, non escluso dal campo delle ipotesi, come chiede il centrodestra, lo scioglimento delle Camere e le elezioni.

Come si è arrivati alla rinuncia di Fico che ha dovuto registrate la “non disponibilità” della ex-maggioranza a rimettersi insieme? La giornata si è sviluppata su un doppio binario in un crescendo di stop and go: quello, pubblico, del programma di governo da concordare tra i partiti della vecchia maggioranza e quello sottotraccia sulla squadra di governo, cioè sui nomi per i vari dicasteri, con quello di Conte in testa per un’altra esperienza a palazzo Chigi. Disaccordo su tutto.

Ne fa fede un tweet di Matteo Renzi delle 20 che dice la sua sui contrasti insanabili registrati sui due tavoli: “Bonafede, Mes, Scuola, Arcuri, vaccini, Alta Velocità, Anpal, reddito di cittadinanza. Su questo abbiamo registrato la rottura, non su altro. Prendiamo atto dei Niet dei colleghi della ex-maggioranza. Ringraziamo il presidente Fico e ci affidiamo alla saggezza del Capo dello Stato” ha scritto il leader di Italia Viva mettendo una pietra definitiva sulla trattativa alla quale era sto chiamato a lavorare Fico. “Una rottura inspiegabile” ha replicato a stretto giro e a brutto muso il Nazareno. “Renzi era a caccia di poltrone, oggi ne ha dato la conferma” ha tuonato Crimi (M5s).

Gianfranco Eminente
Gianfranco Eminente
Cronista prima di tutto. Ha iniziato il praticantato ed è diventato giornalista professionista lavorando per 'Il Giornale d'Italia' nel 1974. E' passato poi all'Agenzia Italia ricoprendo vari incarichi: inviato speciale, capo degli Esteri e del servizio Diplomatico, anche quirinalista e dal 1989, a Montecitorio, redattore capo e responsabile del servizio Politico di questa primaria agenzia di stampa nazionale. Nel 2001 è stato nominato vice-Direttore vicario sempre all'Agi, incarico che ha mantenuto fino al 2009. Giornalista parlamentare.

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