(Foto di Paolo Giandotti - Ufficio per la Stampa e la Comunicazione della Presidenza della Repubblica)

Alle 19,44 l’annuncio dal Quirinale: Mario Draghi ha sciolto la riserva, il suo governo parte, domani alle 12 il giuramento. Un esecutivo tecnico-politico composto da 23 personalità – la maggioranza esponenti politici ma la schiera dei tecnici, otto, è di altissimo profilo, tra questi Colao e Cingolani (rispettivamente alla Transizione digitale e alla Transizione ecologica), Cartabia e Franco. I nomi della squadra del suo governo Draghi li ha letti in una manciata di minuti nel salone delle Feste prima di tornare nello studio del presidente Mattarella con il quale era rimasto a colloquio per tre quarti d’ora evidentemente guardando e riguardando quell’elenco che ha infine visto la luce alle 19.49 spazzando via il toto-ministri che ha impazzato sui media dal giorno dell’incarico.

Quattro ministri ai Cinquestelle, tre al Pd, uno a Leu (confermato Speranza). Uno a Italia Viva (confermata la Bonetti). Per l’ex-opposizione di centrodestra la Lega ha avuto Giorgetti allo Sviluppo economico, Garavaglia al Turismo e Stefani alle Disabilità; per Forza Italia sono stati nominati ministri Brunetta, Gelmini e Carfagna. Sottosegretario alla presidenza del Consiglio verrà nominato Roberto Garofoli. Ecco l’elenco, ministri senza portafoglio: D’Incà (Rapporti con il Parlamento), Vittorio Colao (Transizione digitale), Brunetta (PA), Gelmini (Autonomie), Carfagna (Sud), Dadone (Politiche giovanili), Bonetti 8Famiglia), Stefani (Disabilità), Garavaglia (Turismo). Ministri con portafoglio: Di Maio (Esteri), Lamorgese (Interni), Cartabia (Giustizia), Guerini (Difesa), Franco (Economia), Giorgetti (Sviluppo economico), Patuanelli (Agricoltura), Roberto Cingolani (Transizione ecologica e coordinamento Recovery Plan), Giovannini (Infrastrutture), Orlando (Lavoro), Bianchi (Istruzione), Messa (Università), Franceschini (Cultura), Speranza (Salute).