Carceri Bernardini

Tra le urgenze che l’Italia si aspetta di risolvere con il nuovo governo Draghi c’è senza dubbio la riforma della giustizia. Non solo quella penale, sarà fondamentale riformare il processo civile, il Csm e occuparsi di diritti umani. “In20righe” ne ha discusso con la radicale Rita Bernardini

Ancora non sappiamo chi sarà il nuovo ministro della Giustizia, ma sicuramente uno dei punti inderogabili del programma di Draghi, quando e se scioglierà la riserva, sarà la riforma della giustizia. E non soltanto con riferimento – tra gli altri – al nodo della prescrizione e del sovraffollamento delle carceri, ma anche alla riforma del Consiglio Superiore della Magistratura (Csm) e a tutto l’asse giudiziario dei diritti civili. C’è attualmente un esorbitante numero di cause civili che potrebbero tranquillamente essere risolte da un giudice di pace e che invece sono lì a intasare ancor più tribunali e iter burocratici. Le riforme del processo civile, così come quelle del fisco e della Pubblica amministrazione, sono necessarie e urgenti. Siamo indietro anni luce rispetto alla modernizzazione che ci chiede l’Unione Europea. A fronte anche del vincolo del Next Generation Eu sulla tutela dei diritti umani e civili. “Per costruire un’Europa più resiliente, verde e digitale”, per dirla con le parole della Von der Leyen.

Diritti umani

In20righe.it ne ha parlato con Rita Bernardini, ex deputata radicale e componente del Consiglio generale del Partito Radicale. Bernardini è da sempre attiva in ambito sociale e umanitario, le abbiamo chiesto come l’Italia possa acquisire ruolo in Europa in tema di diritti umani. “Paradossalmente non credo sia difficile – sostiene Bernardini -, perché abbiamo avuto in passato esempi che non possiamo dimenticare come il successo nel 2007 dell’adozione in sede ONU della moratoria delle esecuzioni capitali”. L’Italia, proprio su spinta del Partito Radicale e di ‘Nessuno tocchi Caino’ che hanno coinvolto l’opinione pubblica a livello internazionale, “è stata capace di tessere una rete diplomatica di relazioni, che ha fatto un vero e proprio miracolo che si consolida negli anni. L’Italia è stata un paese leader anche per l’istituzione del Tribunale Penale Internazionale contro i crimini di guerra e di genocidio. Possiamo tornare a esserlo” punto di riferimento.

“Memento”

Intanto continua “Memento”, l’iniziativa di Rita Bernardini sull’emergenza Covid-19 nelle carceri. Da pochi giorni l’ex deputata ha sospeso l’ultimo lo sciopero della fame, sperando di non doverlo presto ricominciare. In attesa della formazione del nuovo governo Draghi, Bernardini continua invece con le sue ‘passeggiate’ pacifiche all’ora di pranzo davanti al ministero della Giustizia. Spesso in compagnia di politici, giuristi, scrittori e altre personalità che appoggiano Memento.