(foto di Mufid Majnun su Unsplash)

L’epidemia “accelera”, aumentano i rischi di contagio anche per l’incidenza delle varianti, servono quindi misure ancora più “drastiche” per diminuire le interazioni sociali e la mobilità. E’ l’allarme lanciato dall’Istituto superiore di sanità (Iss) nel suo bollettino settimanale che non è per niente rassicurante. La terza ondata della pandemia mostra tutti i suoi segnali negativi: dai cambio di colori in negativo delle regioni – vanno verso l’arancione Marche, Piemonte e Lombardia, verso il rosso Basilicata e Molise – all’indice Rt che è maggiore di 1 in dieci regioni mentre in otto è stata superata la soglia critica di occupazione in terapia intensiva dei pazienti Covid (30%), per finire al tasso di positività che sale al 6,3% (+0,7). Bologna passa in zona arancione scuro. L’accelerazione della pandemia è testimoniata anche dai numeri delle ultime 24 ore: 20.499 nuovi contagi, mai così tanti da Capodanno, 253 vittime, in salita ricoveri e terapie intensive. Così come l’allarme sulla terza ondata del virus è corroborato dalla conferma che per la quarta settimana consecutiva c’è stato un peggioramento nel livello generale del rischio: è infatti aumentato il numero di Regioni classificate a rischio alto (da una a cinque: Abruzzo, Lombardia, Marche, Piemonte, Umbria) mentre è diminuito il numero di quelle classificate a rischio moderato o basso. Infine l’età media dei casi Covid diagnosticati è diminuita a 44 anni.

Mentre a palazzo Chigi si è riunita la cabina di regia per le misure anti-Covid destinate a essere decise e rese pubbliche lunedì con un nuovo Dpcm – sarebbe il primo di Mario Draghi – per riassumere il quadro delle nuove restrizioni fino a dopo Pasqua, con buona pace degli ‘aperturisti’, nella conferenza stampa all’Iss sul monitoraggio Covid settimanale il direttore generale della Prevenzione del Ministero della Salute, Giovanni Rezza ha ipotizzato anche la chiusura delle scuole: “Tenere la guardia alta, continuare a vaccinare e intervenire, anche duramente” per contenere i contagi, ha detto. Quanto alle scuole “laddove ci sono dei focolai o presenza di varianti la decisione dolorosa” di chiudere “è da considerare”. L’unica buona notizia della giornata sembra essere l’annuncio del ministro Dario Franceschini che dal 27 marzo cinema e teatri potrebbero riaprire in zona gialla: “Il confronto con il Cts e le integrazioni ai protocolli di sicurezza potranno consentire, in zona gialla, la riapertura di teatri e cinema dal 27 marzo, Giornata mondiale del teatro, e l’accesso ai musei su prenotazione anche nei weekend” spiega una nota del ministero della Cultura. Intanto Mario draghi ha nominato Fabrizio Curcio capo del dipartimento della Protezione civile al posto di Angelo Borrelli, il cui incarico scade a marzo. Quello di Curcio è un ritorno perché aveva già ricoperto questo incarico dal 2015 al 2017.