Ristorante
(foto di pasja1000 da Pixabay)

Il partito della “riapertura” alza la voce. Portabandiera il Salvini di lotta e di governo. Il capo della Lega incalza direttamente il presidente del Consiglio, Mario Draghi, e trova alleati inaspettati. Concordano il governatore dell’Emilia-Romagna e presidente della Conferenza delle Regioni, Stefano Bonaccini, ma anche il ministro grillino, Stefano Patuanelli, passato dallo Sviluppo economico alle Politiche agricole. Il capo della Lega è soddisfatto: “Ho incontrato il presidente Draghi – scrive su Facebook – bisogna accelerare su piano vaccinale, riaperture, rimborsi e lavoro. Sono contento che governatori di tutti i colori politici, come Stefano Bonaccini, convengano con noi che riaprire i ristoranti alla sera sia una proposta di buonsenso: se puoi pranzare in tranquillità e a distanza, puoi anche cenare”.

Voce

Non lo spaventano le varianti né i nuovi allarmi proprio in Lombardia: “No a lockdown nazionali – conferma Salvini -. Sì a interventi mirati ove sia necessario, come in provincia di Brescia” e poi: “Rimborsi immediati, ma anche riapertura, dove la situazione sanitaria territoriale lo consenta, di altre attività come palestre, impianti sportivi, teatri e cinema in grado di adottare rigorosi protocolli. Dove c’è una realtà lavorativa che chiede aiuto, la Lega c’è: siamo entrati al governo per contare e portare la loro voce”. Patuanelli gli fa eco nell’intervento in streaming al Consiglio nazionale della Coldiretti: “Dobbiamo trovare i protocolli per garantire la sicurezza delle persone, la salute dei cittadini, ma anche la possibilità per il settore della ristorazione di ripartire”. Il ministro pentastellato ricorda: “Nelle settimane conclusive della mia esperienza allo Sviluppo economico, attraverso il Cts, stavamo lavorando a protocolli per consentire una rivalutazione degli orari di apertura del settore”.

Asse

Sembra crearsi un asse che da Salvini, via Patuanelli, arriva fino a Bonaccini. Quest’ultimo si sbilancia: “Io penso che quello che ha detto Salvini sui ristoranti aperti anche alla sera, laddove ci sono territori che non hanno troppi rischi di contagio, è ragionevole”. Ma l’esponente Pd, considerato il rivale numero uno di Zingaretti per la segretaria del partito in caso di congresso, fa anche un’apertura politica insolita: “Adesso dobbiamo aiutare il Paese e cercare di mettere da parte le divisioni. Verrà il tempo in cui la Lega e il Pd torneranno a dividersi. Ma oggi si deve insieme, ognuno con le proprie idee, fare di tutto perché l’Italia possa ripartire il prima possibile”. In poche parole occorre usare “il buon senso laddove si vuole dare ossigeno a settori nel dramma”, ma acconsente il governatore: “Devono essere gli scienziati a fare gli scenari, rispetto ai quali deciderà la politica”. In ogni caso: “Laddove ci sono meno contagi e zone più tranquille” si può pensare di avere una “differenziazione”, per aiutare quelle attività che sono colpite da “protocolli molto rigidi”.

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