U.S. Air Force
(foto da account FB U.S. Air Force)

Gli Usa di Joe Biden tornano in Medio Oriente. Il presidente colpisce le basi delle milizie filo-iraniane responsabili di attacchi a obiettivi americani in Iraq e richiama l’Arabia Saudita sui diritti umani. Biden non sembra convinto del “Rinascimento” di Riyad, vezzeggiato da qualche politico nostrano, e chiama il re Salman, vecchio alleato dell’America, per sottolineare l’importanza che gli Stati Uniti “attribuiscono ai diritti umani universali e allo stato di diritto”. Un rovesciamento rispetto ai silenzi di Trump sull’omicidio del giornalista saudita, Jamal Khashoggi. Un rapporto dell’intelligence USA, che dovrebbe essere rilasciato a breve, coinvolge nella sanguinosa vicenda il figlio del re e uomo forte del regime saudita, il principe ereditario Mohammed bin Salman. Biden esprimendo preoccupazione su alcuni temi significativi, intende però continuare a lavorare con Riyad in altre aree.

Iran

Nell’area esiste una comune volontà di contrastare le attività destabilizzanti dell’Iran e il sostegno di Teheran ai gruppi terroristici. Nelle ultime ore l’aviazione USA ha effettuato un attacco aereo contro le milizie appoggiate dall’Iran in Siria. Secondo il Pentagono sono state distrutte “strutture utilizzate da gruppi militanti sostenuti dall’Iran”. È la risposta agli attacchi contro il personale statunitense e della coalizione ani-Isis in Iraq. I razzi dei miliziani filo-iraniani avevano colpito basi statunitensi a Baghdad, anche nella Green Zone che ospita l’ambasciata americana e altre missioni diplomatiche. I miliziani sciiti hanno anche attaccato obiettivi nella regione del nord dell’Iraq controllata dai curdi con il sostegno USA.

Pentagono

Il Pentagono ha annunciato di aver preso di mira le milizie Kataib Hezbollah e Kataib Sayyid al-Shuhada, con una “risposta militare proporzionata”. Washington “invia un messaggio inequivocabile: il presidente Biden agirà per proteggere il personale americano e della coalizione”. Secondo l’Osservatorio siriano per i diritti umani, l’attacco degli Stati Uniti avrebbe ucciso almeno 17 combattenti filo-iraniani.